Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
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Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
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Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
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De Falco

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CANTO PRIMO

(IL RUGBY E’ BELLO NEL CALCIARE E NEL GIOCARE ALLA MANO)


1.    Ancora oggi si parla e si discute,
2.    Magari dopo una qualunque partita
3.    Vissuta con amici e con parenti,
4.    Se sia più bello violare il campo avversario
5.    Con drop o con calci di porta,
6.    Assegnati per falli avversari,
7.    Oppure giocare con rapide azioni
8.    Di nugoli d’uomini, ora anche di donne,
9.    Che avanzano giocando alla mano.
10.    Ma ogni dibattito è muto e si tace
11.    Quando si inizia a giocare,
12.    E l’atleta sincero capisce come
13.    Esista equilibrio tra calciare e passare.
14.    Il rugby, che ora giochiamo, si chiama
15.    In tal modo da quel famoso liceo
16.    Diretto da Arnold, a pochi chilometri
17.    da Londra, cittadina magica, Rugby,
18.    E “Foot-ball Rugby” significò, significa
19.    Calcio giocato con le regole
20.    di quell’antico liceo che studiava
21.    I giochi di Roma, di Atene e non ignorava
22.    Il calcio in costume di Firenze,
23.    Sport di favola che solo crudeli censure
24.    Di tiranni antiquati impedirono
25.    D’essere la scuola italiana
26.    Per un moderno rugby vincente.
27.    Il rugby, fin dal 1823, quando Ellis Webb
28.    Creativamente e costruttivamente
29.    Si ribellò all’obbligo di non usare le mani
30.    E segnò in modo diverso, voleva dire
31.    Che si giocava a calcio, ma anche con le mani,
32.    onore allo studente di madre irlandese,
33.    Onore al suo preside, ma onore
34.    A Roma, a Sparta, a Atene, onore ai Cinesi,
35.    A tutto il mondo che ha sempre voluto
36.    Scontrarsi su di un campo per divertirsi
37.    Obbedendo a leggi naturali,
38.    Solo di poco corrette da regole,
39.    Per non mutare nel suo opposto
40.    Il gioco vitale e ridurlo a scontro
41.    Cruento, crudele e offensivo.
42.    E’ bello segnare di corsa,
43.    Come fece il giovane Webb,
44.    Nella lontana primavera dell’anno
45.    1823, anno di grazia sportivo,
46.    Proteso in splendido tuffo
47.    Che porta l’ovale nell’area di meta.
48.    Ma certo non è meno bello
49.    Calciare di drop veloce
50.    Magari a seguito aereo
51.    Di mischia ottenuta su un punto
52.    Non troppo lontano dai pali.
53.    E fa parte della meraviglia
54.    Non solo la fredda precisione
55.    Del calciatore astuto e tempestivo,
56.    Ma anche la forza titanica
57.    della mischia che avanza e con sincronia
58.    Tallona ed aggancia il pallone inghiottito
59.    Dall’enorme tartaruga veloce
60.    Composta da sedici atleti.
61.    Una volta, non molto tempo fa,
62.    Le regole del rugby erano più creative
63.    E non ostacolavano la mente stratega
64.    Di un forte capitano,
65.    Educato da un saggio allenatore
66.    E si suggerivano intelligenti varianti,
67.    Magari si schieravano in sette,
68.    Per creare il di più, gran mossa vincente,
69.    nella linea arretrata tre quarti,
70.    Gioco moltiplicatore a palla vinta
71.    E demolitore devastante in difesa
72.    Interpretata al massimo fine
73.    D’attacco al possesso avversario.
74.    Era una volta consentito, giustamente,
75.    Che si schierassero tutti in una mischia
76.    Ordinata, l’inventarono i Pumas
77.    Argentini, venuti da Patagonia,
78.    E a cinque metri dalla meta avversaria
79.    Lasciavano fuori solo il demiurgo
80.    platonico, il mediano di mischia,
81.    Che introduceva la palla e poi fulmine
82.    subito volava non per raccogliere
83.    il conquistato rapido pallone,
84.    Ma tutto si tuffava nel vortice
85.    Appena la palla penetrasse in area
86.    di meta e non valeva, quindi, la legge
87.    del fuorigioco, sempre rapportato
88.    alla linea di meta avversaria, ma
89.    Il fallo in avanti è riferito
90.    alla linea avversaria di morto pallone,
91.    Uguale alla linea di fondo del gioco
92.    Del calcio, fraterno cugino del rugby
93.    E dell’hockey su prato.
94.    E ora atleta reale o di pensiero,
95.    Che ascolti questo verso che s’offre,
96.    Incapace d’esprimere e dire
97.    Tutto quello che sento sul campo
98.    E in ogni momento nel quale confronto
99.    La vita con le scansioni del rugby,
100.    mi par di capire che il rugby
101.    È vita ai momenti più alti, è arte,
102.    È creazione per stare insieme
103.    In modi migliori e più umani.
104.    Questo è il momento, amante di rugby
105.    Che leggi, è questa l’ora fondante
106.    Quando devi tu ricordare i valori
107.    Della regola scritta, figlia di trenta
108.    Precetti di Arnold, modificati nel tempo.
109.    Rinunzia alla demagogia sportiva
110.    Di chi ti suggerisce con dolo
111.    Che per di vincere si possa violare
112.    Il regolamento di gioco.
113.    Nessuno allenatore e tecnico di gioco
114.    È educatore se dice ai suoi atleti,
115.    O alle sue giovani rugbiste,
116.    Da poco scese sul campo di gioco,
117.    Che si debba ingannare sul campo,
118.    Barare, usare colpi proibiti e offensivi
119.    All’umana idea di giocare per intendere
120.    Nascoste bellezze e recondite armonie
121.    Della vita sul campo e del campo
122.    Che segue la vita e l’esprime.
123.    Ma pure, per rafforzare questa tesi d’amore,
124.    Devi sapere che ancora è unico
125.    Al mondo lo sport del rugby
126.    Quando insegna rispetto alla regola
127.    Scritta, ma anche il pensare, giocando
128.    Sul serio se non sia da rivedere,
129.    Di momento in momento, qualcosa
130.    Per meglio giocare e per più segnare;
131.    Si tratta di seguire ciò che chiamai
132.    Immutabile, non solo segnare
133.    una meta di più dell’avversario,
134.    Ma anche quante più ne possa creare
135.    La forza reale d’un XV impegnato
136.    In questa fiaba splendida e guerresca,
137.    Novella omerica guerra svolta
138.    Con uguali eroismi e con le stesse cadute,
139.    Ma c’è differenza abissale,
140.    Simile alle guerre dei bambini,
141.    Quando alla fine del gioco
142.    Andromaca non piange il suo Ettore
143.    E Cassandra non patisce violenza,
144.    Stuprata sui sacri altari da Aiace
145.    che ignora che neanche in guerra
146.    Si possa far guerra alla donna
147.    Che piange già il padre perduto
148.    E fratelli uccisi senza alcuna pietà.
149.    Il rugby è una fiaba di guerra,
150.    Ma è pace questo forte e titanico
151.    Scontro di rugbisti leali e di ragazze
152.    E lo puoi certamente capire
153.    Quando, alla fine, vittorioso risulti,
154.    Magari per un impercettibile
155.    Soffio che donò una sorte benigna;
156.    Essa inesorabile agisce anche nel
157.    Rugby, sport di umani soggetto pur esso
158.    A leggi umani e crudeli e tra queste
159.    Campeggia quella che noi chiamiamo
160.    Sorte, caso o fortuna che, lo sappiamo,
161.    Sempre è ignoranza d’una causa vera,
162.    Nascosta e non è dea, ma quando
163.    Un pallone, scagliato con rabbia di vincere,
164.    Nel drop provato per anni,
165.    Da una splendida e attenta apertura,
166.    Colpisce il palo d’interno ma sfugge
167.    All’indietro e nega i tre punti fatali
168.    Per vincere è ovvio che tu, guerriero di rugby,
169.    O pantera sedotta dall’arte di calciar
170.    di rimbalzo, al vedere il crudele riflesso,
171.    All’udire il triplice trillo dell’arbitro
172.    Che chiude l’incontro, tu piangi ed imprechi
173.    Alla dea che non esiste sul campo,
174.    Come nella vita ma è tanto forte
175.    Da essere più reale d’una divinità veduta.
176.    E tu, tu che oggi vinci, puoi capire
177.    Che rugby è pace e sai applaudire
178.    I quindici guerrieri che hanno giocato
179.    Con te e che hanno perduto.
180.    E quando assapori l’amara sconfitta,
181.    Sempre più dura se fu impegnativa
182.    La preparazione atletica negli
183.    Allenamenti, accompagnata alla
184.    ripetizione strategica, costante e creativa
185.    Di astute giocate, alcune pensate
186.    Per te dall’equilibrato allenatore,
187.    Quando esci dal campo battuto e non
188.    Importa se sei a Treviso o a Twickenham,
189.    E senti l’applauso che al tuo cuore
190.    Ricorda la legge grande d’amore
191.    Del rugby, ma anche la dura sconfitta,
192.    Sei pure tu vittorioso, sconfitta è
193.    Soltanto la vita, ma non quella trascorsa
194.    Sul campo; sconfitta è quell’apatica gente
195.    Che sbaglia pensando che vivere
196.    Sia soltanto aspettare il morire.
197.    Tu, invece, negli ottanta minuti,
198.    Sei stato il poeta che crea versi di cui
199.    Si smarrisce memoria, ma resta negli altri,
200.    Comunque, l’orma del bello sentito,
201.    Il gusto di vita, la forma che piace.
202.    Ed in touche ed in mischia i trenta
203.    Scolpiscono e scrivono la loro
204.    Partita di scacchi e sembra che il sole
205.    Si fermi, per stare a vedere dall’alto
206.    Lo scontro pacifico, l’incontro di rugby.
207.    Di decennio in decennio, talvolta
208.    Perfin dopo un anno, nel corso oramai
209.    Di quasi due secoli dal giorno che
210.    Il grande maestro Arnold, rugbista e filosofo,
211.    Scrisse le prime regole che poi
212.    Si imposero al mondo, sempre c’è stato
213.    Un continuo pensare a come meglio giocare,
214.    Perché ci fosse equilibrio tra calciare e passare,
215.    Perché si segnasse di più, ma non
216.    Senza sforzo reale. La poesia rugbistica
217.    Dice che è sublime segnare una meta
218.    Ad una squadra che te la può impedire,
219.    Quando è già tutto previsto, senza alea futura,
220.    La noia sommerge lo stadio ed il campo
221.    E la più bella giornata di sole
222.    È cassata da una nebbia accecante.
223.    Negli anni che seguivano agli anni
224.    Fu così deciso d’impedire alle ali di terza
225.    Di lasciare la spinta di mischia,
226.    Prima del pallone ormai uscito,
227.     Per tendere agguati placcanti
228.    Al mediano che andava a ricevere
229.    Il frutto della spinta titanica.
230.    E quasi mai sui campi, un po’ più modesti,
231.    Tu vedevi l’ovale volare
232.    Dalla grande montagna di avanti
233.    All’aperta distesa pianura, al mare
234.    Delle linee arretrate, costrette a giocare
235.    Solo come sentinelle ad un gioco vissuto
236.    Sui lati chiusi del campo.
237.    E sempre per migliorare il gioco,
238.    Il calcio, a volo scagliato oltre la linea
239.    Di touche, fu ridotto a dar metri
240.    Soltanto se realizzato a difesa
241.    Nell’area rovente dei ventidue
242.    Metri prospicienti la linea fatata di meta.
243.    Ma non credere, spettatore che ora
244.    T’accosti a questo scacchistico sport,
245.    Che calciare sia sempre azione sbagliata,
246.    È vero il contrario!
247.    Aprire una palla e passare
248.    Al median d’apertura, su cui già piomba
249.    Da falco il diretto avversario,
250.    Non è un’intelligente giocata.
251.    Aprire sulle linee arretrate
252.    È un’azione sublime, uguale a quando
253.    S’apre un’esperienza d’amore
254.    In un cuor generoso, ma anche l’amore,
255.    Se è tale, non s’apre con leggerezza:
256.    Occorre un’intesa, un rispetto dei tempi,
257.    Concordia, armonia e pure passione,
258.    Ma dare un pallone, magari raccolto
259.    Da un pack che perde terreno,
260.    Alla linea trequarti, è come aprire
261.    Le porte al nemico che attacca.
262.    Si apre solo in anticipo,
263.    Con pack che ha vinto avanzando,
264.    E con la linea difensiva avversaria,
265.    Magari attardata per un’impercettibile
266.    Ignota frazione di tempo,
267.    Rispetto ai nostri tre quarti.
268.    Quando invece tu vedi che scende l’onda
269.    Impetuosa avversaria in difesa,
270.    Può essere saggio non solo l’attacco
271.    Alla mano con terze linee potenti, veloci
272.    Che vanno magari di poco più avanti
273.    In maul ed in ruck precisi
274.    A fissare un punto d’incontro
275.    Che possa subito ristabilire, fermamente,
276.    Una nuova occasione d’attacco
277.    E magari d’aerea apertura
278.    Su difesa in sottonumero o inviluppata
279.    In fuorigiochi letali, punibili subito
280.    Da un saggio conduttore d’incontro,
281.    L’arbitro preciso e discreto, utile
282.    Ed invisibile come l’aria che tutti respirano.
283.    In queste situazioni è ugualmente opportuno
284.    Calciare con gran precisione
285.    Sul punto dove il tuo avversario,
286.    Per legge di fisica non può mai stare;
287.    e poi, atleta agli inizi, non scordare
288.    che, se in fuorigioco a dieci metri
289.    Dall’avversario, solo tu puoi rimetterti
290.    in gioco, arretrando, ma se stai almeno
291.    Lontano un centimetro in più,
292.    Il tuo compagno ti riammette in gioco
293.    Correndo verso di te che dovresti
294.    Correre verso di lui per sommare
295.    Le due velocità e dimezzare i tempi
296.    Dell’azione di rugby, così come
297.    Ti favorisce il correre per cinque metri,
298.    Il calciare e il passare
299.    Dell’avversario che conquista il pallone calciato.
300.    Ma in questi casi il calciare
301.    Pur necessario non fu tatticamente vincente,
302.    E non lo è mai se è l’avversario quello
303.    Che conquista il pallone e contrattacca,
304.    Ma se sei tu o chi calciò a riconquistare
305.    La palla che scende dal cielo,
306.    O se riesci a placcare preciso,
307.    Ma solo quando ha i piedi il tuo avversario
308.    saldamente a terra fissati, allora sì
309.    Che assisti al capolavoro rugbistico
310.    Di conquistare spazio, tempo, palla
311.    Travolgendo seconda e terza linea di difesa
312.    E penetrare nel regno magico dei sogni,
313.    Lo spazio di meta segnato dalla linea fatata.
314.    A fanciulli e ragazze che iniziano
315.    A giocare questo sport stupendo,
316.    Io stesso, allenatore poeta,
317.    Faccio soltanto passare la palla,
318.    Ma se introduco il calciare,
319.    Dopo un lungo iniziare, è proprio
320.    Perché sento come occorra maggior precisione
321.    Per superare lo schieramento avversario
322.    con calci fulminanti, inesorabilmente
323.    Precisi come saette di Zeus irato.
324.    . E, poi, ricordalo atleta o spettatore,
325.    O lettore delle mie parole,
326.    a voi pronunziate per amore di rugby,
327.    Da touche e da mischia sempre
328.    Si ristabilisce un ordine simmetrico
329.    Per attacco e difesa ed il campo
330.    È coperto, da entrambe le squadre
331.    Nella  larghezza d’ascissa cartesiana
332.    E sulla lunghezza verticale
333.    Profonda d’ordinata, allora è più
334.    Probabile e consigliabile calciare,
335.    Per l'impossibilità d’andare
336.    Per primi alla linea del vantaggio vitale
337.    Che immaginariamente e realmente
338.    Taglia il pallone lanciato sulla
339.    Linea di schieramento di touche, di
340.    Mischia, di maul e di ruck.
341.    Ma comunque ricordalo, anche tu
342.    Giovane atleta o allenatore appassionato,
343.    Qualunque schema tattico, anche se partorito
344.    Da azioni reali e creative, può essere vanificato,
345.    Annullato dalla creativa invenzione
346.    Di un’individuale azione e, allora,
347.    Non c’è schema che tenga
348.    Se scatta veloce un passo laterale
349.    Del centro trequarti o se un’ala,
350.    Chiusa verso la linea di touche dal
351.    Suo diretto avversario e magari anche
352.    Da un’ala di terza in veloce chiusura,
353.    Le fissa e le ipnotizza con un
354.    Magistrale crochet,
355.    Per poi ripartire all’interno sfiorando
356.    I vani placcaggi, involandosi a meta,
357.    Battendo, perfino, l’estremo di forza
358.    O impostando un elegante passo incrociato
359.     a compasso in piccolo spazio.
360.    Giocare in spazi ristretti, ricordalo sempre,
361.    È l’arte più bella del rugby vero
362.    E solo il campione sa fare di pochi
363.    Centimetri il trampolin fantasioso
364.    Per il tuffo e il violare
365.    La linea di meta avversaria.
366.    È bello vederlo, sublime è provarlo,
367.    In mischia vicino alla linea fatale,
368.    Sul lato destro del campo e su nostra
369.    Immissione, un astuto mediano che
370.    aggira i due pack e, in mezzo all’azione,
371.    protende le mani per fingere all’ala
372.    il passaggio finale e, invece, si tuffa
373.    ed ottiene di getto la meta sognata!
 

Notizie

MONDIALI RUGBY 22/09/2019 ITALIA -NAMIBIA ORE 16,15 *** 29/09/19 ITALIA CANADA ORTE 8,45 *** 04/10/19 ITALIA -SUDAFRICA ORE 10,45 *** 12/10/19 ITALIA NUOVA ZELANDA ORE 05,45 ***

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