Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
Vice Presidente CIAR
Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
Consigliere
Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
Consigliere
Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
Roberto Libè Roberto Libè
Consigliere
Gennaro De Falco Gennaro
De Falco

Consigliere
CANTO TERZO PDF Stampa E-mail
CANTO III
(RUGBY UGUALE ALLA VITA E DIVERSO)


1.    E ora voi, che vivete momenti difficili,
2.    Anche fuori da un campo di rugby,
3.    Potete forse leggere questi versi
4.    Si parla di vita, e di simboli.
5.    La touche è una fiaba vissuta sul
6.    Campo, ma è la vera parabola di
7.    Quando tu ansioso, percorso nell’animo
8.    Da mille pensieri ti struggi e
9.    Dirompi ogni regola e schema,
10.    Perfino di quanto va comunque osservato,
11.    Ma, poi, stanco, ti fermi e ti pieghi
12.    E sconti l’uscita dal solito giorno,
13.    Ricercando un ordine terso,
14.    Un classico verso ordinato di vita.
15.    E così, all’uscita dal campo dell’aereo
16.    Pallone, si dispone di nuovo,
17.    In ordine classico con simmetria,
18.    Lo schieramento dei trenta atleti.
19.    E pure la mischia è una fiaba reale,
20.    Parabola umana di chi sbagliò,
21.    E non commise crimine, ma colpa,
22.    Lieve di fallo in avanti involontario,
23.    A lui, a lei che si vide cadere
24.    Dalle mani la palla, forse non attesa
25.    A braccia aperte e distese,
26.    Come il piccolo figlio da abbracciare,
27.    Si offre la possibilità di riprendere
28.    Il gioco, ma vien richiesto un prezzo,
29.    Testimonianza di maggiore impegno
30.    E la palla è introdotta ovviamente
31.    Da chi ne fu innocente della perdita.
32.    Lo stratega che avesse studiato
33.    L’esercito romano, la falange macedone
34.    E le invenzioni di Napoleone,
35.    Direbbe che furono loro maestri
36.     Rugby e scacchiera così è precisa
37.    La formazione delle tre linee ad
38.    Incastro della mischia di rugby,
39.    Ove si gioca, anche per un solo
40.    Millimetro, l’aperta possibilità
41.    Di aprire fino all’ala veloce
42.    O l’obbligo a difendere, con cento
43.    Catenacci, la palla perduta e che
44.    già vola fino all’ala avversaria.
45.    Chi ha la palla attacca, difende chi
46.    Ne è privo, questa è la legge antica
47.    Che non muta nel mondo dell’ovale,
48.    Ma anch’essa non è dogma
49.    E si spiega perché anche i divini Maori,
50.    I figli dell’Africa estrema,
51.    I siderali Australiani canguri,
52.    I grandi Angli maestri, alleati leoni
53.    Britannici con Scozzesi, Gallesi,
54.    Irlandesi, i fantasiosi d’oltralpe,
55.    Ed ora anche qualche squadrone
56.    Della mia terra latina, svantaggiata,
57.    Come i grandi Argentini da regole
58.    Troppo tese a difendere ripetitivi
59.    Raggruppamenti di affossatori di palle,
60.    San ben che chi tra le mani ha la palla
61.    È da ritenersi attaccante, ma, con
62.    La propria linea di meta che ti sfiora
63.    Le spalle, è lecito nel cuore
64.    Provare un soffio d’angoscia, perchè
65.    Se il pallone ti cade a due metri
66.    Dalla linea avversaria, è mischia vicina
67.    Al traguardo che insegui, ma se un errore
68.    Fatale è commesso vicino al confine,
69.    Che non vuoi mai violato come la terra
70.    Tua e la tua libertà, altra cosa è
71.    Subire la mischia dalla squadra
72.    Che accoglie il tuo errore come grazia
73.    Divina e lo sfrutta per farti piegare
74.    Il ginocchio sconfitto in area di meta.
75.    Ma se il punteggio ti bacia e ti favorisce
76.    Copioso, come la donna che ami,
77.    Ed il cartellone nel campo segna
78.    Punti in gran numero, strappati alla
79.    Linea di meta o alla sbarra di porta,
80.    Con calci precisi e drop a rimbalzo
81.    Usciti da belle giocate, può essere
82.    Giusto che il forte capitano dica
83.    Ai suoi giocatori che non è finito
84.    L’incontro e che occorre ancora soffrire,
85.    Per potere alfine gioire del fischio
86.    Di chiusura come di sinfonia wagneriana,
87.    Ma può anche dire e suggerire di osare
88.    Di più e con fiducia credere nella
89.    Forza di squadra e nel creare di più.
90.    E allora tu vedi non solo i Maori,
91.    O il XV generoso dei minatori gallesi,
92.    Aprire nei propri 22 per andare
93.    A travolgere, come fiume d’inverno,
94.    L’argine degli avversari che subiscono
95.    Mete e, non solo sul campo, perdono,
96.    Ma anche nell’animo sono sconfitti.
97.    Quante volte gli incontri più belli,
98.    Le partite più intense e vissute
99.    Nel torneo delle 5 gloriose Nazioni,
100.    Divenuto da poco 6 Nazioni,
101.    Con l’Italia fraternamente accolta,
102.    E nelle mondiali evoluzioni
103.    Chiamate, così bene, campagne
104.    Di Maori e Lyons, di Springboks e Pumas,
105.    Nonché dei forti Australiani,
106.    Ricalcano lo schema di vita,
107.    Basato su un triplice atto: nascita,
108.    Sviluppo e, poi, morte e, allora, tu vedi
109.    Che i primi minuti son fatti di scontri
110.    Titanici dei due possenti pacchetti
111.    Di mischia che studiano bene il piatto
112.    Della bilancia rugbistica che pesi
113.    Di più; e così l’apertura, misura,
114.    Con tentativi di buco, il suo diretto
115.    Avversario, ma anche le terze nemiche
116.    In chiusura, e così i centri e le ali,
117.    Confortati dall’estremo inserito,
118.    Saggiano subito se sia conveniente
119.    Passare o calciare o fare, di entrambe
120.    Le situazioni efficaci, variazioni opportune
121.    Per riporre nella cassaforte,
122.    Dell’agognata vittoria, i punti di
123.    Meta e di drop e, a questa fase d’inizio,
124.    Segue la parte centrale in cui,
125.    Come negli anni di vita dai venti
126.    Ai cinquanta s’imposta il successo,
127.    La scelta di quel che si fa e c’è, poi,
128.    L’ultimo atto di vita, il difficile
129.    In più, giocare a difendere il risultato
130.    Acquisito. Ed ora il vincitor momentaneo
131.    È come un saggio conservatore
132.    Che vuol conservare ciò che va conservato:
133.    Il bello, il sublime e respinge gli attacchi
134.    Di chi vuole mutare lo stato di cose
135.    Presente. E chi sta sul momento perdendo
136.    È come un rivoluzionario tenace
137.    Che vuole cambiare e, se vi riesce
138.    E se volge per lui il risultato,
139.    Diventa da subito, da che voleva
140.    Cambiare, quello che vuol conservare.
141.    Ricordalo, capitano tenace,
142.    Negli ultimi istanti di gioco,
143.    È opportuno pensare di più,
144.    Perchè si è più stanchi, ma occorre
145.    Correre meglio per contrastare
146.    L’attacco del XV avversario, perdente
147.    Almeno fino a questo momento.
148.    Neanche chi non fu mai su un campo di
149.    Rugby può ripensare questo triadico
150.    Schema, senza rivivere nel cuore,
151.    L’angoscia, il dolore e la divina
152.    Speranza, provate in anni lontani.
153.    E ora ancora sento nel cuore
154.    Il dolore del XV azzurro che,
155.    A Grenoble e di Pasqua, il 14 aprile
156.    Di tre anni dopo le Olimpiadi di
157.    Roma, aveva piegato davvero il
158.    XV più forte che mai Francia
159.    Schierò e, all’ultimo estremo secondo,
160.    Passò dall’ebbriante vittoria, all’amara
161.    Sconfitta che non fu lenita neanche
162.    Dal grande trionfo che il pubblico
163.    Seppe riservare a quei grandi guerrieri:
164.    Angioli, Avigo, Levorato, in prima linea,
165.     Lanfranchi e Piccinini, in seconda aerea,
166.    Bollesan e Degli Antoni, ali di terza,
167.    Zani, mitico numero 8, Fusco
168.    ed Augeri, mediani di sogno,
169.    Ambron , Troncon, Busson, Del Bono, linea
170.    tre quarti e Perrini estremo romano.
171.    E si vide il gran Crauste
172.    Stringere forte la mano ad Aldo
173.    Invernici, condottiero sconfitto
174.    Da una legge crudele, ma vincente
175.    Sul piano morale, anche a dir dei Francesi.
176.    Ancora allo stadio di Napoli, Albricci.
177.    Ascoltammo, da giovani, raccolti e stupiti,
178.    Dal labbro di Elio il mediano
179.    Di mischia a Grenoble, il maestro,
180.    L’angoscia dell’epico match e
181.    Imparammo che il rugby è bello
182.    Come l’amore da cui ricevi ogni
183.    Gioia, ma anche, il più acerbo dolore.

CANTO III

(RUGBY UGUALE ALLA VITA E DIVERSO)

 

 

1.     E ora voi, che vivete momenti difficili,

2.     Anche fuori da un campo di rugby,

3.     Potete forse leggere questi versi

4.     Si parla di vita, e di simboli.

5.     La touche è una fiaba vissuta sul

6.     Campo, ma è la vera parabola di

7.     Quando tu ansioso, percorso nell’animo

8.     Da mille pensieri ti struggi e

9.     Dirompi ogni regola e schema,

10.Perfino di quanto va comunque osservato,

11.Ma, poi, stanco, ti fermi e ti pieghi

12.E sconti l’uscita dal solito giorno,

13.Ricercando un ordine terso,

14.Un classico verso ordinato di vita.

15.E così, all’uscita dal campo dell’aereo

16.Pallone, si dispone di nuovo,

17.In ordine classico con simmetria,

18.Lo schieramento dei trenta atleti.

19.E pure la mischia è una fiaba reale,

20.Parabola umana di chi sbagliò,

21.E non commise crimine, ma colpa,

22.Lieve di fallo in avanti involontario,

23.A lui, a lei che si vide cadere

24.Dalle mani la palla, forse non attesa

25.A braccia aperte e distese,

26.Come il piccolo figlio da abbracciare,

27.Si offre la possibilità di riprendere

28.Il gioco, ma vien richiesto un prezzo,

29.Testimonianza di maggiore impegno

30.E la palla è introdotta ovviamente

31.Da chi ne fu innocente della perdita.

32.Lo stratega che avesse studiato

33.L’esercito romano, la falange macedone

34.E le invenzioni di Napoleone,

35.Direbbe che furono loro maestri

36. Rugby e scacchiera così è precisa

37.La formazione delle tre linee ad

38.Incastro della mischia di rugby,

39.Ove si gioca, anche per un solo

40.Millimetro, l’aperta possibilità

41.Di aprire fino all’ala veloce

42.O l’obbligo a difendere, con cento

43.Catenacci, la palla perduta e che

44.già vola fino all’ala avversaria.

45.Chi ha la palla attacca, difende chi

46.Ne è privo, questa è la legge antica

47.Che non muta nel mondo dell’ovale,

48.Ma anch’essa non è dogma

49.E si spiega perché anche i divini Maori,

50.I figli dell’Africa estrema,

51.I siderali Australiani canguri,

52.I grandi Angli maestri, alleati leoni

53.Britannici con Scozzesi, Gallesi,

54.Irlandesi, i fantasiosi d’oltralpe,

55.Ed ora anche qualche squadrone

56.Della mia terra latina, svantaggiata,

57.Come i grandi Argentini da regole

58.Troppo tese a difendere ripetitivi

59.Raggruppamenti di affossatori di palle,

60.San ben che chi tra le mani ha la palla

61.È da ritenersi attaccante, ma, con

62.La propria linea di meta che ti sfiora

63.Le spalle, è lecito nel cuore

64.Provare un soffio d’angoscia, perchè

65.Se il pallone ti cade a due metri

66.Dalla linea avversaria, è mischia vicina

67.Al traguardo che insegui, ma se un errore

68.Fatale è commesso vicino al confine,

69.Che non vuoi mai violato come la terra

70.Tua e la tua libertà, altra cosa è

71.Subire la mischia dalla squadra

72.Che accoglie il tuo errore come grazia

73.Divina e lo sfrutta per farti piegare

74.Il ginocchio sconfitto in area di meta.

75.Ma se il punteggio ti bacia e ti favorisce

76.Copioso, come la donna che ami,

77.Ed il cartellone nel campo segna

78.Punti in gran numero, strappati alla

79.Linea di meta o alla sbarra di porta,

80.Con calci precisi e drop a rimbalzo

81.Usciti da belle giocate, può essere

82.Giusto che il forte capitano dica

83.Ai suoi giocatori che non è finito

84.L’incontro e che occorre ancora soffrire,

85.Per potere alfine gioire del fischio

86.Di chiusura come di sinfonia wagneriana,

87.Ma può anche dire e suggerire di osare

88.Di più e con fiducia credere nella

89.Forza di squadra e nel creare di più.

90.E allora tu vedi non solo i Maori,

91.O il XV generoso dei minatori gallesi,

92.Aprire nei propri 22 per andare

93.A travolgere, come fiume d’inverno,

94.L’argine degli avversari che subiscono

95.Mete e, non solo sul campo, perdono,

96.Ma anche nell’animo sono sconfitti.

97.Quante volte gli incontri più belli,

98.Le partite più intense e vissute

99.Nel torneo delle 5 gloriose Nazioni,

100.Divenuto da poco 6 Nazioni,

101.Con l’Italia fraternamente accolta,

102.E nelle mondiali evoluzioni

103.Chiamate, così bene, campagne

104.Di Maori e Lyons, di Springboks e Pumas,

105.Nonché dei forti Australiani,

106.Ricalcano lo schema di vita,

107.Basato su un triplice atto: nascita,

108.Sviluppo e, poi, morte e, allora, tu vedi

109.Che i primi minuti son fatti di scontri

110.Titanici dei due possenti pacchetti

111.Di mischia che studiano bene il piatto

112.Della bilancia rugbistica che pesi

113.Di più; e così l’apertura, misura,

114.Con tentativi di buco, il suo diretto

115.Avversario, ma anche le terze nemiche

116.In chiusura, e così i centri e le ali,

117.Confortati dall’estremo inserito,

118.Saggiano subito se sia conveniente

119.Passare o calciare o fare, di entrambe

120.Le situazioni efficaci, variazioni opportune

121.Per riporre nella cassaforte,

122.Dell’agognata vittoria, i punti di

123.Meta e di drop e, a questa fase d’inizio,

124.Segue la parte centrale in cui,

125.Come negli anni di vita dai venti

126.Ai cinquanta s’imposta il successo,

127.La scelta di quel che si fa e c’è, poi,

128.L’ultimo atto di vita, il difficile

129.In più, giocare a difendere il risultato

130.Acquisito. Ed ora il vincitor momentaneo

131.È come un saggio conservatore

132.Che vuol conservare ciò che va conservato:

133.Il bello, il sublime e respinge gli attacchi

134.Di chi vuole mutare lo stato di cose

135.Presente. E chi sta sul momento perdendo

136.È come un rivoluzionario tenace

137.Che vuole cambiare e, se vi riesce

138.E se volge per lui il risultato,

139.Diventa da subito, da che voleva

140.Cambiare, quello che vuol conservare.

141.Ricordalo, capitano tenace,

142.Negli ultimi istanti di gioco,

143.È opportuno pensare di più,

144.Perchè si è più stanchi, ma occorre

145.Correre meglio per contrastare

146.L’attacco del XV avversario, perdente

147.Almeno fino a questo momento.

148.Neanche chi non fu mai su un campo di

149.Rugby può ripensare questo triadico

150.Schema, senza rivivere nel cuore,

151.L’angoscia, il dolore e la divina

152.Speranza, provate in anni lontani.

153.E ora ancora sento nel cuore

154.Il dolore del XV azzurro che,

155.A Grenoble e di Pasqua, il 14 aprile

156.Di tre anni dopo le Olimpiadi di

157.Roma, aveva piegato davvero il

158.XV più forte che mai Francia

159.Schierò e, all’ultimo estremo secondo,

160.Passò dall’ebbriante vittoria, all’amara

161.Sconfitta che non fu lenita neanche

162.Dal grande trionfo che il pubblico

163.Seppe riservare a quei grandi guerrieri:

164.Angioli, Avigo, Levorato, in prima linea,

165. Lanfranchi e Piccinini, in seconda aerea,

166.Bollesan e Degli Antoni, ali di terza,

167.Zani, mitico numero 8, Fusco

168.ed Augeri, mediani di sogno,

169.Ambron , Troncon, Busson, Del Bono, linea

170.tre quarti e Perrini estremo romano.

171.E si vide il gran Crauste

172.Stringere forte la mano ad Aldo

173.Invernici, condottiero sconfitto

174.Da una legge crudele, ma vincente

175.Sul piano morale, anche a dir dei Francesi.

176.Ancora allo stadio di Napoli, Albricci.

177.Ascoltammo, da giovani, raccolti e stupiti,

178.Dal labbro di Elio il mediano

179.Di mischia a Grenoble, il maestro,

180.L’angoscia dell’epico match e

181.Imparammo che il rugby è bello

182.Come l’amore da cui ricevi ogni

183.Gioia, ma anche, il più acerbo dolore.

 

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