Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Carlo A. Bruzzone Carlo A. Bruzzone
Vice Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
Vice Presidente CIAR
Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
Consigliere
Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
Consigliere
Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
CANTO QUINTO PDF Stampa E-mail
    CANTO V
        (I VALORI DELL’ORGANIZZAZIONE E IL SENSO DEI RUOLI)
   

1.    Eppure anche questo sport divino,
2.    Per la sua espansione richiede
3.    Organizzazione creativa e tu,
4.    Ora giovane atleta, che calchi il
5.    Campo di rugby, inizia già a pensare,
6.    Quando non potrai più giocare,
7.    A come giocare da allenatore,
8.    O da dirigente, da arbitro giusto,
9.    Da propagandista intelligente
10.    Di questo poetico sport di vita.
11.    Ed io capii questo monito
12.    Quando, entrato nel tempio del rugby
13.    Inglese, a Twickenham, stupito trovai
14.    Che staccava il biglietto un’ala leone
15.    Dell’angla Nazione che, mezzo secolo
16.    Prima staccava di corsa i Gallesi
17.    E marcava non i biglietti, ma
18.    Splendide mete veloci, incisive
19.    Come un finale sinfonico, unico.
20.    Allora quel giovane vecchio mi fece
21.    Capire il senso profondo, genuino
22.    Di questo sport divino che aleggia
23.    E sovrasta l’incontro e fa perfino
24.    Del venditore di birra e panini
25.    Un collaboratore prezioso di
26.    Questa musica che unisce le anime,
27.    Piramide non faraonica e solo
28.    Al vertice ha la palla che tocca
29.    La linea della magica meta,
30.    Ed, alla base, tutto il reale che sa
31.    Realizzare o pensare o sognare,
32.    O amare o preparare il tocco del
33.    Mago su quell’orizzonte di vita.
34.    Ma ora mi accorgo che ho forse
35.    Fin troppo parlato del teatro
36.    Nel quale si svolge la grande azione
37.    Del rugby, ma è giunto il momento
38.    Di dare spazio agli attori,
39.    Ai ruoli dei quindici atleti,
40.    Delle quindici donne di rugby,
41.    Per poi affidare al tuo cuor rugbista
42.    Questo carme che forse saprà
43.    Parlare anche al labbro straniero,
44.    Perché fu tutto scritto per coloro
45.    Che, almeno una volta di giorno o di
46.    Notte, magari durante il lavoro,
47.    Sentono che l’immaginazione è
48.    Riscaldata da una visione di azione
49.    Sul campo o, stando seduti al caffè,
50.    E al tavolo di una pizzeria, con
51.    Mollichine di pane, inventano
52.    Giocatori e giocate e parlano per ore
53.    Di rugby con l’amico appassionato
54.    E sanno perfin trascinare, nella
55.    Discussione vivace, le giovani
56.    E men giovani donne che si sentono
57.    Non trascurate sentendo parlare
58.    Di pali e d’ovale e vivono quelle
59.    Parole come caldi frasi d’amore
60.    A loro rivolte con metaforici
61.    Accenti scanditi con gli occhi.
62.    Parlare dei ruoli mi angoscia, mi sento,
63.    Appassionato poeta, impreparato
64.    A cantare la sintesi di ciò che
65.    Produce l’azione di rugby su tutti
66.    I campi del mondo, ovunque si giochi.
67.    Ma non ti inganni la parola “ruolo”,
68.    Giovane amante del rugby, ruolo nel
69.    Rugby non è mai uno schema consunto
70.    Che paralizza il vivo reale, ma è solo
71.    Una scelta di gioco che concorre
72.    All’edificio della squadra sul campo.
73.    Ma sbaglierei di molto se adesso creassi
74.    Una similitudine, magari ben
75.    Congegnata tra l’edificio di squadra
76.    E quello sociale che tutti viviamo.
77.    Non può sussister confronto e se io lo
78.    Volessi creare, ne uscirebbe perdente
79.    Il solo edificio sociale. Tu hai,
80.    Nella vita tanti uomini e donne
81.    Che sono diversi tra loro per due
82.    Fatti di fondo e ontologici:
83.    Storia e Natura e c’è l’alto ed il basso,
84.    Il forte, l’astuto e, poi, c’è chi è ricco
85.    Grazie al proprio lavoro e chi è opulento
86.    Per sola violenta scelta di vita,
87.    E c’è chi, invece, stenta e prova disagio
88.    Eppure ha meriti e capacità,
89.    E c’è chi, per sua scelta, non semina
90.    Mai, o non sa seminare, e non prende
91.    Raccolto. La Natura e la Storia,
92.    Nel corso dei secoli, spinsero molti a
93.    Pensare sul grande perché delle umane
94.    Diversità e, forse, solo oggi, s’è alfine
95.    Capito che ciò che fa la Natura
96.    Solo difficilmente e con grande sforzo
97.    Può essere di poco corretto, ma mai,
98.    Annullato del tutto e così la morte
99.    Ha sempre toccato ogni cosa che fosse
100.    Reale, ma nel mondo degli uomini,
101.    Che sono natura cosciente, pensante,
102.    Si può, forse, apportare qualche lieve
103.    Modifica e che sia civiltà, e dare
104.    La scuola a tutti i bambini, il pane,
105.    Lo sport, non soltanto del rugby, il tetto
106.    E il lavoro, garantire un certo qual
107.    Minimo senza impedire a nessuno
108.    Di raggiungere il massimo, frutto
109.    Di lavoro, di meriti e capacità,
110.    Anche se spesso vediamo che molto
111.    S’accumula togliendolo ai più.
112.    Ma comunque c’è sempre gran confusione
113.    Nei ruoli sociali e nessuno riesce
114.    Mai a capire davvero se il suo serio
115.    Lavoro sia frutto di scelta o di
116.    Duro destino o, peggio, di spinte
117.    Paterne e famiglia potente davvero.
118.    E, forse, ognuno di noi, deluso, nei
119.    Giorni di sera di vita, ripensa
120.    All’occasione o alla professione
121.    Scartata e che si amava di più.
122.    Comunque, o lettore, o lettrice,
123.    Nonostante il vuoto parlare sulla
124.    Dignità di ogni lavoro, proprio
125.    Chi la teorizza arriccerebbe il naso
126.    Se apprendesse che il figlio avesse
127.    Già scelto il duro lavoro d’agricoltore
128.    O se la figlia volesse, per compagno
129.    Di vita, un minatore o un uomo,
130.    Venuto dal nord o dal sud o da
131.    Un qualsiasi punto del globo
132.    Lontano dal suo tetto opulento.
133.    Ed anche nella società più giusta
134.    È, forse, inevitabile avvertire
135.    Che c’è poco amore e che pesa di più
136.    Il potere, comunque ottenuto.
137.    Perciò, talvolta, s’abbatte il pio uomo
138.    Che vede il merito poco apprezzato
139.    E lo sforzo cancellato e magari
140.    Partorisce, per risposta sbagliata,
141.    Utopie con totalizzanti visioni
142.    Del mondo e lo fanno soffrire di più,
143.    Perché i tempi connaturati agli umani
144.    Son lenti come quelli dei naturali
145.    Cambiamenti che impiegano milioni
146.    Di anni per fare, d’una compatta
147.    Montagna, una distesa pianura o
148.    Per separare i cinque gran continenti
149.    Che, poi, magari dopo mille millenni,
150.    Ritornano ad essere uniti e
151.    Spariscono i mari, perfino, che
152.    Sembrano eterni e si spegne, dopo
153.    Miliardi di anni di luce, perfino
154.    L’astro del sole, simbolo divino.
155.    Ma il rugby poggia sulla natura
156.    E anche sulla storia sorella,
157.    Ma di esse ne fa trampolino per
158.    Volare, con ali possenti, fino ai
159.    Confini della fantasia e della lucente
160.    Poesia e così realizza la più vera
161.    Forma reale di uguaglianza sul campo:
162.    Essere diversi tutti quanti senza
163.    Che questo significhi che l’uno, sol
164.    Per il ruolo che svolge, possa sentirsi
165.    Più forte dell’altro. E mai nessuna ala
166.    Tre quarti pensò che il suo tuffo alla
167.    Meta fosse in dignità superiore
168.    Al duro sforzo di mischia per vincere
169.    Quel duro pallone che si mutò, con
170.    Il lancio preciso mediano, in bella
171.    Azione finale di meta vincente.
172.    Si è diversi, ma non più potenti
173.    E migliori. Siamo tutti inseriti
174.    In azioni diseguali e diverse,
175.    Ma nessun ne ricava, con trucco sleale,
176.    Stupido privilegio personale.
177.    Ma questa reale e giusta posizione
178.    Egalitaria non mortifica alcuno,
179.    Né appiattisce od omologa,
180.    Al livello più basso, gli attori del gioco,
181.    Anzi premia chi si sforza di più
182.    E chi, con merito, è più bravo sul
183.    Campo e chi, con coraggio, quale fosse
184.    Il suo ruolo, spezzò con placcaggio di
185.    Ferro, la certa speranza di un centro
186.    Di terza potente che andava diritto
187.    Alla meta, ripresa la palla vicino
188.    Al centro tre quarti, che aveva con
189.    Astuzia fissato il suo diretto avversario,
190.    Per poi passare d’interno al numero otto
191.    In sostegno preciso e avanzante.
192.    E così nessun degli avanti si sente
193.    Inferiore al mediano direttore di
194.    Mischia, soltanto perché tocca a lui
195.    Ordinare un tattico maul o un gran ruck,
196.    Un vortice arioso e un “dentro e fuori”,
197.    E poi un “up and under” o mille altre
198.    Belle giocate che sono sublimi
199.    Soltanto quando si realizza sul campo
200.    Quell’unità, nella vita impossibile,
201.    Di libertà e necessità, di ragione
202.    E sentimento, di senso e di intuizione,
203.    Di individuale e collettivo, di
204.    Singolo e di gruppo, di fantasia e di
205.    Analisi, e d’anima e di corpo,
206.    E tutto ispirato alla creatività.
207.    Anche il grande campione, riconosciuto
208.    Tale dai suoi compagni, dalle compagne,
209.    Sa bene ed apprese che essere migliore
210.    Significa, spesso o sempre, soffrire
211.    Di più e dare in copia maggiore
212.    Energia e tensione, perché tu, per dare
213.    Di più, devi comunque più avere.
214.    E talvolta, sai, il fiato ti spezza i
215.    Polmoni, perché per tre volte, scattasti
216.    Di seguito, proteso a segnare e placcasti,
217.    E fosti placcato e, mentre speravi,
218.    Che un qualche amaro secondo
219.    Ti fosse offerto da touche, ti trovi
220.    Il pallon nelle mani e già sei impegnato
221.    In un altro ruck titanico e non
222.    Puoi mentire, né vuoi fingere
223.    Di spingere e sai che, se ti fermi, può
224.    Crollare il morale dei tuoi amati
225.    Compagni che ti vollero capitano,
226.    Per la seconda volta, dopo che già
227.    T’aveva scelto il saggio allenatore.
228.    Perfino in birreria, durante il bel terzo
229.    Tempo, dedicato al convivio ed
230.    All’allegra bevuta di giovani in festa,
231.    Ti riconoscono essi quello che vali,
232.    Non soltanto sul campo e tu ne sei
233.    Fiero, ma preferiresti morire
234.    Che partorire, nel cuore, un pensiero
235.    Arrogante da tiranno spocchioso
236.    E, in quei duri momenti, magari
237.    Più duri per neve o per fango, o
238.    Pioggia impetuosa, tu riesci ancora a
239.    Resistere e ridiventi un Achille,
240.    Un Ettore, Ulisse, ora è giusto ricordare
241.    Anche Antigone o Artemisia Gentileschi,
242.    E sei ancora, sei sempre il guerriero che
243.    Osa, sei tu la ragazza impegnata a
244.    Travolgere la compatta linea di
245.    Difesa avversaria, il mare più tempestoso,
246.    Dubbioso, imprevedibile, crudele
247.    Affrontato dal navigante di rugby.

CANTO V

      (I VALORI DELL’ORGANIZZAZIONE E IL SENSO DEI RUOLI)

 

 

1.     Eppure anche questo sport divino,

2.     Per la sua espansione richiede

3.     Organizzazione creativa e tu,

4.     Ora giovane atleta, che calchi il

5.     Campo di rugby, inizia già a pensare,

6.     Quando non potrai più giocare,

7.     A come giocare da allenatore,

8.     O da dirigente, da arbitro giusto,

9.     Da propagandista intelligente

10.Di questo poetico sport di vita.

11.Ed io capii questo monito

12.Quando, entrato nel tempio del rugby

13.Inglese, a Twickenham, stupito trovai

14.Che staccava il biglietto un’ala leone

15.Dell’angla Nazione che, mezzo secolo

16.Prima staccava di corsa i Gallesi

17.E marcava non i biglietti, ma

18.Splendide mete veloci, incisive

19.Come un finale sinfonico, unico.

20.Allora quel giovane vecchio mi fece

21.Capire il senso profondo, genuino

22.Di questo sport divino che aleggia

23.E sovrasta l’incontro e fa perfino

24.Del venditore di birra e panini

25.Un collaboratore prezioso di

26.Questa musica che unisce le anime,

27.Piramide non faraonica e solo

28.Al vertice ha la palla che tocca

29.La linea della magica meta,

30.Ed, alla base, tutto il reale che sa

31.Realizzare o pensare o sognare,

32.O amare o preparare il tocco del

33.Mago su quell’orizzonte di vita.

34.Ma ora mi accorgo che ho forse

35.Fin troppo parlato del teatro

36.Nel quale si svolge la grande azione

37.Del rugby, ma è giunto il momento

38.Di dare spazio agli attori,

39.Ai ruoli dei quindici atleti,

40.Delle quindici donne di rugby,

41.Per poi affidare al tuo cuor rugbista

42.Questo carme che forse saprà

43.Parlare anche al labbro straniero,

44.Perché fu tutto scritto per coloro

45.Che, almeno una volta di giorno o di

46.Notte, magari durante il lavoro,

47.Sentono che l’immaginazione è

48.Riscaldata da una visione di azione

49.Sul campo o, stando seduti al caffè,

50.E al tavolo di una pizzeria, con

51.Mollichine di pane, inventano

52.Giocatori e giocate e parlano per ore

53.Di rugby con l’amico appassionato

54.E sanno perfin trascinare, nella

55.Discussione vivace, le giovani

56.E men giovani donne che si sentono

57.Non trascurate sentendo parlare

58.Di pali e d’ovale e vivono quelle

59.Parole come caldi frasi d’amore

60.A loro rivolte con metaforici

61.Accenti scanditi con gli occhi.

62.Parlare dei ruoli mi angoscia, mi sento,

63.Appassionato poeta, impreparato

64.A cantare la sintesi di ciò che

65.Produce l’azione di rugby su tutti

66.I campi del mondo, ovunque si giochi.

67.Ma non ti inganni la parola “ruolo”,

68.Giovane amante del rugby, ruolo nel

69.Rugby non è mai uno schema consunto

70.Che paralizza il vivo reale, ma è solo

71.Una scelta di gioco che concorre

72.All’edificio della squadra sul campo.

73.Ma sbaglierei di molto se adesso creassi

74.Una similitudine, magari ben

75.Congegnata tra l’edificio di squadra

76.E quello sociale che tutti viviamo.

77.Non può sussister confronto e se io lo

78.Volessi creare, ne uscirebbe perdente

79.Il solo edificio sociale. Tu hai,

80.Nella vita tanti uomini e donne

81.Che sono diversi tra loro per due

82.Fatti di fondo e ontologici:

83.Storia e Natura e c’è l’alto ed il basso,

84.Il forte, l’astuto e, poi, c’è chi è ricco

85.Grazie al proprio lavoro e chi è opulento

86.Per sola violenta scelta di vita,

87.E c’è chi, invece, stenta e prova disagio

88.Eppure ha meriti e capacità,

89.E c’è chi, per sua scelta, non semina

90.Mai, o non sa seminare, e non prende

91.Raccolto. La Natura e la Storia,

92.Nel corso dei secoli, spinsero molti a

93.Pensare sul grande perché delle umane

94.Diversità e, forse, solo oggi, s’è alfine

95.Capito che ciò che fa la Natura

96.Solo difficilmente e con grande sforzo

97.Può essere di poco corretto, ma mai,

98.Annullato del tutto e così la morte

99.Ha sempre toccato ogni cosa che fosse

100.Reale, ma nel mondo degli uomini,

101.Che sono natura cosciente, pensante,

102.Si può, forse, apportare qualche lieve

103.Modifica e che sia civiltà, e dare

104.La scuola a tutti i bambini, il pane,

105.Lo sport, non soltanto del rugby, il tetto

106.E il lavoro, garantire un certo qual

107.Minimo senza impedire a nessuno

108.Di raggiungere il massimo, frutto

109.Di lavoro, di meriti e capacità,

110.Anche se spesso vediamo che molto

111.S’accumula togliendolo ai più.

112.Ma comunque c’è sempre gran confusione

113.Nei ruoli sociali e nessuno riesce

114.Mai a capire davvero se il suo serio

115.Lavoro sia frutto di scelta o di

116.Duro destino o, peggio, di spinte

117.Paterne e famiglia potente davvero.

118.E, forse, ognuno di noi, deluso, nei

119.Giorni di sera di vita, ripensa

120.All’occasione o alla professione

121.Scartata e che si amava di più.

122.Comunque, o lettore, o lettrice,

123.Nonostante il vuoto parlare sulla

124.Dignità di ogni lavoro, proprio

125.Chi la teorizza arriccerebbe il naso

126.Se apprendesse che il figlio avesse

127.Già scelto il duro lavoro d’agricoltore

128.O se la figlia volesse, per compagno

129.Di vita, un minatore o un uomo,

130.Venuto dal nord o dal sud o da

131.Un qualsiasi punto del globo

132.Lontano dal suo tetto opulento.

133.Ed anche nella società più giusta

134.È, forse, inevitabile avvertire

135.Che c’è poco amore e che pesa di più

136.Il potere, comunque ottenuto.

137.Perciò, talvolta, s’abbatte il pio uomo

138.Che vede il merito poco apprezzato

139.E lo sforzo cancellato e magari

140.Partorisce, per risposta sbagliata,

141.Utopie con totalizzanti visioni

142.Del mondo e lo fanno soffrire di più,

143.Perché i tempi connaturati agli umani

144.Son lenti come quelli dei naturali

145.Cambiamenti che impiegano milioni

146.Di anni per fare, d’una compatta

147.Montagna, una distesa pianura o

148.Per separare i cinque gran continenti

149.Che, poi, magari dopo mille millenni,

150.Ritornano ad essere uniti e

151.Spariscono i mari, perfino, che

152.Sembrano eterni e si spegne, dopo

153.Miliardi di anni di luce, perfino

154.L’astro del sole, simbolo divino.

155.Ma il rugby poggia sulla natura

156.E anche sulla storia sorella,

157.Ma di esse ne fa trampolino per

158.Volare, con ali possenti, fino ai

159.Confini della fantasia e della lucente

160.Poesia e così realizza la più vera

161.Forma reale di uguaglianza sul campo:

162.Essere diversi tutti quanti senza

163.Che questo significhi che l’uno, sol

164.Per il ruolo che svolge, possa sentirsi

165.Più forte dell’altro. E mai nessuna ala

166.Tre quarti pensò che il suo tuffo alla

167.Meta fosse in dignità superiore

168.Al duro sforzo di mischia per vincere

169.Quel duro pallone che si mutò, con

170.Il lancio preciso mediano, in bella

171.Azione finale di meta vincente.

172.Si è diversi, ma non più potenti

173.E migliori. Siamo tutti inseriti

174.In azioni diseguali e diverse,

175.Ma nessun ne ricava, con trucco sleale,

176.Stupido privilegio personale.

177.Ma questa reale e giusta posizione

178.Egalitaria non mortifica alcuno,

179.Né appiattisce od omologa,

180.Al livello più basso, gli attori del gioco,

181.Anzi premia chi si sforza di più

182.E chi, con merito, è più bravo sul

183.Campo e chi, con coraggio, quale fosse

184.Il suo ruolo, spezzò con placcaggio di

185.Ferro, la certa speranza di un centro

186.Di terza potente che andava diritto

187.Alla meta, ripresa la palla vicino

188.Al centro tre quarti, che aveva con

189.Astuzia fissato il suo diretto avversario,

190.Per poi passare d’interno al numero otto

191.In sostegno preciso e avanzante.

192.E così nessun degli avanti si sente

193.Inferiore al mediano direttore di

194.Mischia, soltanto perché tocca a lui

195.Ordinare un tattico maul o un gran ruck,

196.Un vortice arioso e un “dentro e fuori”,

197.E poi un “up and under” o mille altre

198.Belle giocate che sono sublimi

199.Soltanto quando si realizza sul campo

200.Quell’unità, nella vita impossibile,

201.Di libertà e necessità, di ragione

202.E sentimento, di senso e di intuizione,

203.Di individuale e collettivo, di

204.Singolo e di gruppo, di fantasia e di

205.Analisi, e d’anima e di corpo,

206.E tutto ispirato alla creatività.

207.Anche il grande campione, riconosciuto

208.Tale dai suoi compagni, dalle compagne,

209.Sa bene ed apprese che essere migliore

210.Significa, spesso o sempre, soffrire

211.Di più e dare in copia maggiore

212.Energia e tensione, perché tu, per dare

213.Di più, devi comunque più avere.

214.E talvolta, sai, il fiato ti spezza i

215.Polmoni, perché per tre volte, scattasti

216.Di seguito, proteso a segnare e placcasti,

217.E fosti placcato e, mentre speravi,

218.Che un qualche amaro secondo

219.Ti fosse offerto da touche, ti trovi

220.Il pallon nelle mani e già sei impegnato

221.In un altro ruck titanico e non

222.Puoi mentire, né vuoi fingere

223.Di spingere e sai che, se ti fermi, può

224.Crollare il morale dei tuoi amati

225.Compagni che ti vollero capitano,

226.Per la seconda volta, dopo che già

227.T’aveva scelto il saggio allenatore.

228.Perfino in birreria, durante il bel terzo

229.Tempo, dedicato al convivio ed

230.All’allegra bevuta di giovani in festa,

231.Ti riconoscono essi quello che vali,

232.Non soltanto sul campo e tu ne sei

233.Fiero, ma preferiresti morire

234.Che partorire, nel cuore, un pensiero

235.Arrogante da tiranno spocchioso

236.E, in quei duri momenti, magari

237.Più duri per neve o per fango, o

238.Pioggia impetuosa, tu riesci ancora a

239.Resistere e ridiventi un Achille,

240.Un Ettore, Ulisse, ora è giusto ricordare

241.Anche Antigone o Artemisia Gentileschi,

242.E sei ancora, sei sempre il guerriero che

243.Osa, sei tu la ragazza impegnata a

244.Travolgere la compatta linea di

245.Difesa avversaria, il mare più tempestoso,

246.Dubbioso, imprevedibile, crudele

247.Affrontato dal navigante di rugby.

 

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