Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Carlo A. Bruzzone Carlo A. Bruzzone
Vice Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
Vice Presidente CIAR
Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
Consigliere
Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
Consigliere
Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
CANTO SESTO PDF Stampa E-mail
CANTO VI
(VALORE DEL DILETTANTISMO E DELLA TRADIZIONE, SIGNIFICATO DI UN MODERNO PROFESSIONISMO)


1.    E a questo punto del canto io vorrei
2.    Potere affermare che il rugby deve
3.    Restare, per gran parte, sport di uomini
4.    e di donne che non traggon guadagno
5.    Dal giocare sul campo, così come
6.    Avviene in tanti altri sport nei quali
7.    La stragrande maggioranza gioca per
8.    Passione e per divertimento, negli anni
9.    Più belli della breve giovinezza.
10.    E ovviamente, alunni come siamo,
11.    Della realtà del campo e della vita,
12.    Comprendiamo il processo degli ultimi
13.    Anni, teso ad accettare il professionismo,
14.    Per consentire livelli eccelsi di gioco
15.    Atti a persuadere milioni di ragazzi
16.    E di ragazze a giocare, almeno nelle
17.    Scuole e da esse, poi, accettare gli atleti
18.    E le atlete che possano difendere
19.    I colori delle nazionali e dei
20.    Superclub, del nord e del sud del mondo.
21.    I grandissimi club, le eccelse nazionali,
22.    I tornei mitici del globo rugbistico,
23.    Il Sei Nazioni, il Tre Nazioni, il Super
24.    Dodici, le grandi Coppe del Mondo,
25.    Dal 1987 quella a Webb dedicata,
26.    Campionato mondiale di incanto,
27.    Sono confronti tra grandi campioni,
28.    E i giocatori di livello mondiale e
29.    le eccelse rugbiste sono tutti quanti
30.    Uguali ai grandi scrittori che utilizzano
31.    La lingua, da tutti parlata, per
32.    narrare costantemente con accenti belli
33.    Nutriti dalla vita verbale costante
34.    Dello scrivere e del dire di ogni
35.    Creatura, poeta potenziale quando
36.    Scrive o parla e ascolta, nuotando tra suoni,
37.    Simboli ed immagini, tentativi riusciti
38.    Di creatività capaci di produrre
39.    Scrittori, poeti e mimi e, comunque,
40.    Di leggere affinando creatività,
41.    Sensibilità d’ascolto e d’espressione.
42.    Sono tutti momenti reali che vanno
43.    A confluire, come ruscelli poetici, nel fiume
44.    Amazzonico di chi scrive da professionista.
45.    Il Rio delle Amazzoni è come la realtà
46.    Professionistica e tutto ciò che lo produce
47.    E lo accresce è il dilettantismo di massa.
48.    Quanto più s’accrescono i ruscelli, tanto
49.    più è vitale il rugby del tetto del mondo.
50.    E quanto più vola la tecnica, tanto più
51.    Tu ti ritrovi pubblici educati e raffinati
52.    Di chi capisce il gioco anche perchè,
53.    Comunque, lo praticò, pur in fugaci
54.    Esperienze di quartiere o scolastiche.
55.    Anche prima dell’accettazione del
56.    Professionismo, anche in anni lontani,
57.    Non era un venir meno agli ideali
58.    Di Olimpia se l’assetto societario
59.    Del club poteva offrire solidale
60.    Conforto e aiutare il giovane atleta,
61.    Magari nella vita un poco svagato,
62.    A studiare e trovare il lavoro.
63.    Ma se tu introduci nel gioco il premio
64.    Partita, fatto di milioni e non di
65.    Altre soddisfazioni, allora quest’arte
66.    Marziale, forte ma mai violenta,
67.    Potrebbe alfin diventare, da fiaba
68.    Di guerra, una guerra reale e potrebbe
69.    Esserci l’uomo, dimentico di Arnold
70.    E del suo giuramento di giocare
71.    Con l’altro e mai contro l’altro, indotto
72.    A cercare non la palla, ma l’uomo
73.    Del quindici avverso e sleale colpirlo.
74.    E tu, giovane atleta, non lasciarti mai
75.    Affascinare da ciò che ancora avviene,
76.    Purtroppo, in altre discipline sportive,
77.    Ove il professionismo esasperato,
78.    Privato dei valori umani del rispetto,
79.    Distrugge perfino lo sport e la sua
80.    Pratica ed il divertimento di tutti,
81.    Le domeniche e i sabato devono
82.    essere gioiosi e non momenti di
83.    Lutto e di dolore o di cupo terrore.
84.    È bello vincere anche in stadi stranieri,
85.    E occorre sempre trovare sistemi
86.    Migliori per dare quel tempo che serva
87.    Al giovane atleta per trasferte lunghe
88.    E pesanti, ma se viene introdotto
89.    Il sistema, fallito in altre discipline
90.    Sportive, il rugby potrebbe diventare
91.    Non più l’incontro reale, ma lo scontro
92.    Crudele, la guerra e non la sua favola.
93.    È già sempre sottile, impercettibile,
94.    E perciò affascinante di più il velo
95.    Che sa separare la forza dalla sua
96.    Negazione, ma squarciarlo e romperlo
97.    di proposito significa per sempre
98.    Smarrire l’insegnamento sublime
99.    Dei grandi Maori che lasciavano la
100.    Loro terra, lontana perfino dal cielo,
101.    Per approdare in Europa e scrivevano
102.    Poemi di rugby ma non guadagnavano
103.    Niente e giocavano solo per l’intima
104.    Soddisfazione d’incontrare e sconfiggere
105.    Francesi e Scozzesi ed i forti Gallesi,
106.    L’Irlanda gagliarda, orgogliosa,
107.    Gli Inglesi, maestri d’un tempo lontano,
108.    E tanti altri quindici epici pronti
109.    Ad entrare in leggende reali come
110.    I Gallesi di Llanelli, cittadina minuscola,
111.    Vincenti sulla felce argentata maora!
112.    È chiaro, però, che alle società ed ai
113.    Club tutti gli uomini e tutte le donne,
114.    Che amano il rugby e il vivere insieme,
115.    Con ritmi umani di vita e di gioco,
116.    E che hanno sostanze e larghezza di spesa,
117.    Devono fornire quei mezzi che permettano
118.    Di aprire tra i giovani nuovi orizzonti
119.    Di rugby e nuovi campi sportivi.
120.    Non è mai stato tradire l’insegnamento
121.    Di Arnold se l’atleta non ci rimette,
122.    Dal punto di vista economico e se si
123.    Creano semplici e precise scuole di
124.    Rugby in cui vi siano abili atleti
125.    e tecnici, di psicologia esperti,
126.    Impegnati, per un certo periodo,
127.    E sottratti a un normale lavoro,
128.    Che, anche a pien tempo, operino proprio per
129.    Diffondere lo spirito del gioco
130.    E i suoi grandi valori di rispetto
131.    Umano sul campo e fuori da esso.
132.    Ma, comunque, il serio dirigente
133.    Non dimentichi mai che è molto meglio
134.    Avere sul campo forti fanciulli,
135.    Insieme con tanti, mille bambini
136.    Che giocano il gran mini-rugby, che
137.    Ottenere vittorie, di finto e dubbio
138.    Prestigio, con una squadra di solo
139.    venti elementi, nessuno dei quali
140.    Cresciuto sul campo del club e della
141.    Squadra e spesso attirati da generosi
142.    Compensi, cassati, però, in tempi
143.    Brevissimi da offerte migliori di
144.    squadre lontane organizzate in assenza
145.    Di scuole di rugby e di vivai giovanili.
146.    Dirigente capace ricorda che,
147.    Inoltre, se hai tanti giovani in campo,
148.    In capo a pochi anni, l’avrai pure il
149.    Forte squadrone che, però, resta tale
150.    Solamente se attinge, in continuazione
151.    Perenne, dalla base dei giovani
152.    Seri che giocano il rugby leali e tu,
153.    Dirigente reale, li strappi alla strada
154.    E, magari, anche alla droga omicida.
155.    E quando lavori in profondo con ragazzi
156.    E bambini, e con gli anni arriva pure
157.    L’alata vittoria nei campionati
158.    Maggiori, allora ti può sol capitare
159.    Lo scivolio  momentaneo, l’essere
160.    Sconfitto per poco, ma tu sempre vinci,
161.    Hai già vinto, perché l’unica grande
162.    Vittoria è avere il rugby, sport di vita,
163.    Come sport diffuso tra i giovani e
164.    Amato col cuore genuino anche
165.    Da mille bambini che son destinati,
166.    Se iniziano presto a giocare, non solo
167.    A violare le aree di meta di
168.    Squadre forti e potenti, ma quel che più
169.    Conta, sanno come essere rugbisti
170.    Sul campo di rugby e sul campo di vita.
171.    Le segneranno le mete negli stadi
172.    Affollati, ma anche tra il cemento
173.    Di grigi quartieri alla periferia
174.    Che potrebbe, risanata, risorgere,
175.    Se i campi di rugby, in gran profusione,
176.    Trasformassero i polverosi spiazzi
177.    In squarci di verde di luce,
178.    Speranza per ogni domani, d’oggi
179.    Certezza. E qua vorrei dire a chi
180.    Dirige la nostra Nazione di svolgere
181.    Azione concreta per dare strutture
182.    Di rugby ai nostri ragazzi, alle nostre
183.    Ragazze, prive ancora di verde e si
184.    Veda quanto è bella Treviso, s’apprenda
185.    Dalla forte Rovigo, dall’Aquila e da
186.    Benevento, da tanti comuni del mondo
187.    Che cosa sia stato giocare lo sport
188.    Più bello del mondo ed ora il mio cuor
189.    Va lontano se penso che a Napoli,
190.    In anni trascorsi, purtroppo da tempo,
191.    Il rugby fu praticato da tanti più
192.    Giovani d’oggi, ma io nutro la grande
193.    Speranza di vedere nel Sud impiantato
194.    Il rugby tra i giovani atleti.
195.    E ricordo, per averlo vissuto,
196.    Che i grandi campioni della gloriosa
197.    Partenope avevano saldi alle spalle
198.    I giovani di mille altre squadre e,
199.    Quando andò in crisi la base perché non
200.    Vi fu chi diresse, si ruppe intero
201.    Il bell’edificio di rugby ed, ora,
202.    È nobile azione iniziare daccapo
203.    Il rugby con grande umiltà tra le
204.    Nuove generazioni e capire,
205.    Per sempre, che il vero successo, che vale
206.    Come il vecchio Torneo delle Cinque
207.    Nazioni, è avere sui campi giovani,
208.    Giovani, giovani e tante ragazze.
209.    E tu, che ora hai il grigio nei sempre
210.    Più radi capelli, e fosti un invitto
211.    Campione, ricordalo, devi ancora
212.    Segnare la meta più dura da fare:
213.    Trasmettere la gran tradizione
214.    Con vera passione, così come avviene
215.    Da sempre sui campi di Nuova Zelanda,
216.    Del Galles dei minatori e dell’invitta
217.    Irlanda, della Scozia tenace e della
218.    Grande Inghilterra e della Francia gentile,
219.    In quei luoghi, in Sud Africa, Australia,
220.    Due volte prima alla Coppa del Mondo,
221.    Il rugby è un fiore sempre curato
222.    In serre delicate a tal punto davvero
223.    Che ora cresce perfino, spontaneo, ai
224.    Bordi di un qualunque sentiero e il
225.    Rugby in questi Paesi è educazione
226.    Civile, si basa sui club ospitali,
227.    Su associazioni tenaci, volute
228.    Dagli amanti del rugby e in quegli
229.    Spogliatoi gloriosi si perpetua, con
230.    Le foto ingiallite dal tempo che passa,
231.    La fiaba dei gran capitani e di epici
232.    Scontri d’eroi e ancora oggi capiamo
233.    come non esista duro contrasto
234.    Tra passato e presente, e tra i grandi
235.    Campioni e i tanti che giocano nei
236.    Piccoli club, a scuola, nei dopolavoro,
237.    Ed il grande valore di quanto non muta,
238.    Giocare con l’altro e non contro,
239.    È questo l’antidoto umano al rischio
240.    D’assistere a scontri cruenti di truppe
241.    Gladiatorie e mercenarie, dimentiche
242.    Che il gioco del rugby è sempre dolce
243.    Desiderio di vita vissuta, di mete
244.    Di sogno e di amore del bello di sempre.
 

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