Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Carlo A. Bruzzone Carlo A. Bruzzone
Vice Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
Vice Presidente CIAR
Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
Consigliere
Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
Consigliere
Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
CANTO SETTIMO PDF Stampa E-mail
CANTO VII
(I PILONI)

1.    Ed ora, delineato lo sfondo del
2.    Gioco del rugby, come giunto quasi
3.    alla fine dei giorni, sincero
4.    dimentico i nomi delle stelle
5.    Che osservavo da piccolo dal mare,
6.    Ma non scordo mai e ritorno a parlare
7.    Dei ruoli con la segreta speranza
8.    E maggiore certezza che la realtà
9.    Mi sconfessi e affermi che ho detto
10.    Troppo poco e sono inadeguato
11.    Poeta per questo sport sublime.
12.    Inizierò dalla numerazione
13.    di quelle maglie che si scambiano alla
14.    fine delle grandi epiche partite:
15.    A me piace seguire l’anglosassone
16.    Moda che assegna le maglie con cifra
17.    Non doppia agli otto uomini avanti
18.    E lascia il 9 ed il 10 ai due mediani,
19.    Perché è più bello vedere, nelle linee
20.    Arretrate, il numero doppio di cifre
21.    Che sembra riempire di più l’inevitabile
22.    Vuoto di campo che certamente non
23.    Trovi tra i compatti otto avanti-pedoni.
24.    E tu, col numero 1 sulla maglia,
25.    Sei il pilone sinistro ed ora, da tempo,
26.    Sei sempre con la testa d’esterno alla
27.    Mischia e reggi una spinta minore di
28.    Quasi metà dell’altro compagno di
29.    Destra, che porta il numero 3.
30.    Il regolamento ha così deciso,
31.    da tempo immemorabile, decenni,
32.    teso ad evitare, per sicurezza,
33.    L’ antica cruenta lotta per l’ingaggio
34.    Delle teste di prima linea, determinate
35.    Ad introdurre palla da sinistra,
36.    Su mischia a sinistra, e avere a destra
37.    l’apertura alla linea tre quarti,
38.    Relegato nel chiuso il mediano di
39.    Mischia avversario, ma anche prima linea
40.    Tesa ad introdurre a destra la palla,
41.    Su mischia di destra e avere, allora,
42.    Un’apertura agevole a sinistra
43.    Alla linea arretrata, sempre già in esilio,
44.    Sul lato chiuso, il mediano avversario.
45.    Troppi, forse tutti, e anche valenti tecnici
46.    danno per scontato con sicurezza e
47.    Dicono allora che la mischia dovrebbe
48.    Leggermente girare in senso non orario
49.    Per favorire la cattura del pallone
50.    Immesso da noi, ma io credo che si debba
51.    Rivedere il problema di nuovo e dovremmo
52.    Ruotare antiorario a sinistra, se vuoi
53.    Attaccare a destra, e ruotare orario
54.    Verso destra, se vuoi attaccare a sinistra,
55.    Per l’antico saggio principio,
56.    Strategico, di allontanare dalla fonte
57.    Del gioco il pack avverso e, anche,
58.    Poi, nell’antioraria rotazione,
59.    Ma solo su mischia a sinistra del campo,
60.    separarlo dalle sue linee arretrate,
61.    Perchè vale sempre il saggio principio
62.    Per cui la discordia in difesa è pioggia
63.    Di primavera per l’agricoltore rugbista
64.    Che aspetta di raccogliere una messe
65.    Copiosa di mete ubertose di campo.
66.    Ma ogni rotazione deve avvenire,
67.    Già da parecchi anni, per scelta, purtroppo,
68.    Non troppo felice e sfavorevole
69.    Al rugby d’azione, creativo e dinamico,
70.    Nei limiti inferiori ai gradi novanta.
71.    Infatti fu cassata la regola
72.    Che ammetteva alla mischia di girare
73.    Pure di centottanta gradi, così
74.    si cancellarono anche mille attacchi
75.    Del pack che ribaltava il gioco,
76.    E gli otto avanti, con palla conquistata
77.    E vinta, costringevano tutto il pack
78.    Avverso in fuori gioco, schiacciato
79.    Tutto indietro grazie ad intelligente
80.    Dosaggio di forza e spinte maggiori
81.    Sul lato su cui ruotare applicando
82.    La fisica della coppia di forze.
83.    E poi, una volta avvenuta, simile
84.    Al travolgente tango argentino,
85.    la splendida figura del completo
86.    Giro veloce di centottanta gradi,
87.    Con l’accorto dribbling di cui ora si
88.    Ignora il grande effetto devastante in
89.    Attacco, quando nessuno può placcarti
90.    se sai avanzare con la palla tra i piedi,
91.    Come un cugino giocatore calcistico.
92.    Immaginate, lettori, che cosa
93.    sapessero fare otto pedoni avanti
94.    Intelligenti, palla a piede, vinta
95.    Da mischia girata, avanzando tutti,
96.    Lasciati indietro gli speculari
97.    Otto avversari, diritti alla meta,
98.    Valanga umana contro cui tentava
99.    D’opporsi l’opposta linea trequarti
100.    per supplire al totale sfondamento
101.    Del globale progetto difensivo.
102.    Purtroppo aver cassata questa regola
103.    Fu grave errore, uguale a quello di
104.    impedire al mediano di mischia di
105.    Effettuare finte da mischia, da ruck
106.    E da maul, per trarre in fallo il diretto
107.    Avversario e fu errore ciclopico,
108.    Che rischia di annullare i momenti
109.    Magici del rugby, cancellare la
110.    Regola più fantasiosa e creativa,
111.    Il tenuto all’impiedi, grazie al quale
112.    Chi aveva il pallone e veniva bloccato,
113.    All’impiedi, doveva lasciarlo per
114.    Affidarlo al fluire del gioco e così
115.    Erano esigui i ripetivi e poco
116.    Creativi raggruppamenti, e s’era puniti
117.    Con un duro calcio di punizione,
118.    Se non si lasciava il pallone mentre
119.    Ora, purtroppo, c’è solo una mischia
120.    Contro chi non lascia uscire subito
121.    La palla, ma solo da maul e ne è
122.    Escluso il ruck. Così, grazie al tenuto
123.    All’impiedi, la squadra più leggera,
124.    ma dotata di maggiore strategia,
125.    Poteva sconfiggerne una più pesante,
126.    Così Ulisse vinceva sul pelide
127.    Achille e anche Davide, ragazzino
128.    Abbatteva il poderoso gigante
129.    Golia, ormai sicuro di stravincere.
130.    Nel mezzo a voi piloni c’è  col numero
131.    due, il tallonatore non secondo a voi
132.    In quell’impatto ruggente, scendere
133.    In mischia a diretto contatto con la
134.    Prima linea avversaria, sempre impavida.
135.    E tu, sinistro pilone, numero 1,
136.    Con il piede sinistro devi aiutare
137.    Il fratello talloner, ma non devi
138.    Sfasciare la mischia, perché allora
139.    Puoi esser punito, prima che dal fischio
140.    Dell’arbitro, dalla tua coscienza
141.    Leale che vuole limpida vincere.
142.    Sei forte col tuo forte avversario,
143.    Che è pilone di destra, perché, in mischia,
144.    C’è tra le due linee assetto asimmetrico,
145.    Invece tra le linee arretrate dei
146.    Centri e dei mediani e degli estremi si
147.    Fronteggiano sempre gli attori del
148.    Teatro d’azione del rugby con
149.    L’ordine speculare di Alice e il
150.    9 si contrappone all’altro nove,
151.    Il 10 all’opposto median d’apertura,
152.    Il 12 ha di fronte il 12,
153.    E così il 13 vede il 13,
154.    Ma può fare eccezione la squadra che
155.    Oppone il 12 insieme col 13,
156.    Distinti in “centro destro” e “centro sinistro”
157.    All’altra che schiera gli stessi guerrieri
158.    Come prima e seconda torre d’attacco.
159.    Il 15, estremo lotta sempre sulla
160.    Perpendicolare col 15 altro,
161.    Così come i due gemelli mediani
162.    Si fronteggiano sempre e son specchio
163.    L’uno per l’altro, 9 per 9,
164.    Dieci per 10, ma l’11 ala sinistra
165.    S’oppone all’ala 14 destra
166.    Ed il 14, cavallo di destra,
167.    Si scontra con l’ala sinistra, come
168.    Nel calcio nel quale è l’ala sinistra
169.    A scontrarsi con il destro terzino.
170.    E tu, invitto pilone, anche se forte
171.    Di cuore e di spalle potenti, se sei
172.    Serio atleta anche di mente, alla prima
173.    Mischia, in qualunque partita, hai sempre
174.    Un sussulto e ti chiedi, in quel primo scontro,
175.    Se sperare dovrai nei futuri ottanta
176.    Minuti o costaterai che di fronte
177.    Hai un più forte avversario a cui non
178.    T’arrenderai, ma penerai, sentendo
179.    La testa del destro pilone avversario
180.    Che scava, le braccia serrate al fratello
181.    Di centro, e vuole spezzare l’aggancio.
182.    Se tu sei pilone più alto tentare
183.    Dovrai d’accettare l’impatto un po’ più
184.    Lontano, ma se più basso tu fossi,
185.    Sforzarti dovresti di andarci vicino
186.    E da sotto, per sfruttare la forza
187.    Dinamica e fare piegare, ad arco
188.    Di corpo, il frondoso albero di muscoli
189.    Che ti sovrasta beffardo dall’alto.
190.    E tu, pilone di destra, col numero 3
191.    Sulla maglia, sostieni lo sforzo maggiore
192.    E sei per l’altro avversario quello che
193.    Il suo compagno di destra è al tuo
194.    Numero 1, compagno e fratello.
195.    E, poi, tu, da destra, dovresti, su nostra
196.    Immissione, far roteare di poco
197.    In avanti la mischia potente per
198.    Meglio succhiare, con gran sincronia,
199.    La palla che entra sulla linea mediana,
200.    In cui è stampato il dur fuori gioco,
201.    Se s’alza una gamba prima che cada
202.    Sull’erba il pallone immesso diritto
203.    Dal nostro attento mediano di mischia.
204.    Sulla rotazione di mischia il poeta
205.    Allenatore pensa che si debba
206.    Studiare di più fisica e geometria,
207.    Se vogliamo capire se si possa
208.    Creare di meglio e di più per avere
209.    Più palle vincenti anche non su nostra
210.    Immissione e per difendere meglio,
211.    Quando comunque la mischia è perduta.
212.    Di solito, in touche vincente il pilone
213.    Caparbio assiste una linea seconda
214.    E, insieme, sovente, sono l’asse vincente
215.    Del maul o del ruck che sul punto si crea
216.    E viene spesso cercato perché fino
217.    A quando il piede dell’ultimo uomo,
218.    O dell’ultima ragazza del caldo
219.    Raggruppamento non taglia la linea
220.    Di schieramento, in un verso o nell’altro,
221.    Sono inchiodate a venti metri tra loro
222.    Le linee arretrate e quelle avversarie
223.    Le hai a dieci metri dal punto nel quale
224.    Catturato è il pallone e non dovrebbe
225.    Mancare, mai, il creativo pilone che,
226.    Avuta una palla da touche, avanza
227.    Non verso i diretti avversari, i pedoni
228.    ma contro le torri, i centri tre quarti
229.    e confonde tutti quanti e interi
230.    Gli schemi difensivi di un avversario
231.     dogmatico che confonde l’ordine
232.    Geometrico del rugby con la ripetizione
233.    Noiosamente simmetrica, dimentico
234.    Che appartiene al regno di Euclide anche
235.    Un frattalico scoglio con infinite sporgenze.
236.    E se da touche la palla vinta è
237.    Aperta in aereo passaggio, il pilone
238.    Deve seguire l’azione, ma sempre
239.    D’interno, prima d’andare sull’asse,
240.    E poi all’esterno di chi è portatore
241.    Di palla e, di poco più tardi delle
242.    Tue linee di terza, ma talvolta
243.    Si assiste a che un veloce pilone
244.    Raggiunge perfin la sua ala ed entra
245.    In area di meta e travolge l’estremo
246.    Avversario che tenta, ma invano,
247.    L’inadeguato placcaggio contro questo
248.    Gigante sfuggito che sa sfondare,
249.    Se occorre, ma anche fermarsi di scatto,
250.    Col corpo piantato di acciaio,
251.    Per poi fissare l’intera squadra avversaria,
252.    Con un rapido ruck che avanza diritto.
253.    Pensa solo due giocatori bastano,
254.    Uno per squadra, in piedi attorno al pallone,
255.    A terra poggiato, per fare scattare
256.    La legge del ruck e, se fossi io, da poeta,
257.    Matematico, ti darei la formula
258.    (a+b) n ed “n” è il pallone,
259.    Mentre le lettere inserite in
260.    Parentesi sono gli atleti delle due
261.    Squadre. La formula, invece, del maul è
262.    Questa, lettore che segui, (a+b)+a1n,
263.    Oppure (a+b)+b1n, ed n è sempre
264.    Il pallone e le lettere indicano
265.    I giocatori avviluppati nel maul.
266.    Perciò nel gioco moderno, creativo,
267.    I piloni sono getti d’energia
268.    E geiser naturali, capaci di
269.    Sventrare, di forza, la diretta linea
270.    Avversaria, ma anche di trovare, nei
271.    Polmoni ed in gambe veloci e potenti,
272.    L’ossigeno necessario per poter
273.    Raddoppiare il giocare di tutti gli
274.    Altri compagni, applicando i quattro
275.    Fondamentali principi del gioco:
276.    Andare avanti, sostenere, con continuità
277.    E pressione sia in attacco che in difesa.
278.    Piloni veloci sono come una vera
279.    Moltiplicazione di gioco e ora,
280.    Giovane allenatore, ricorda che
281.    Ogni intelligente schema è niente,
282.    È annullato se non sai insegnare
283.    Agli avanti e ai piloni a giocare
284.    Ben stretti e a tutti i tuoi giocatori
285.    A passare in linea e non in avanti
286.    Il pallone, ma mai troppo dietro, se
287.    Vuoi guadagnare terreno, e poi
288.    Raddoppiare veloce: è sempre questa
289.    La vera grande giocata che sempre
290.    Ti dà, con sforzo minore, il massimo,
291.    Quel sedicesimo in più che vada a
292.    Violare, prima ancora dell’area di
293.    Meta, la linea del sacro vantaggio,
294.    Premessa sicura per il gioco futuro.
295.    Solo quando rispetti questa legge,
296.    Semplice come l’acqua di fonte:
297.    Passare in linea e raddoppiare,
298.    Giocare ben stretti, anche nelle linee
299.    Arretrate, solo allora è matura
300.    La stagione per dire alle ragazze
301.    E ai ragazzi che esiste “culisse”
302.    Di destra o sinistra e che anche puoi
303.    Un centro-torre scavalcare e fare
304.    Cambi di fronte ed intelligenti
305.    Giocate da ogni punizione accordata,
306.    Ma in questo caso di gioco, cercherai
307.    Di non dimenticare che è meglio
308.    Tentare la porta se c’è nella squadra
309.    Un calciatore preciso e, se si è
310.    Lontani,  è meglio giocare la touche,
311.    Prendendola con calcio preciso
312.    Perché, in questo caso, non scatta la
313.    Regola che dona distanza aerea
314.    Di touche soltanto ai palloni calciati
315.    All’interno delle yards ventidue.
316.    Inoltre su punizione accordata
317.    E in touche giocata sei tu a lanciare
318.    La palla nel corridoio simmetrico,
319.    E ora è sicura la presa nel cielo
320.    Per un’altra regola nata a danno
321.    Del gioco imprevedibile e poetico,
322.    L’umano ascensore, un errore alto
323.    Che porta in alto un atleta sidereo.
324.    I moderni piloni sono come
325.    Tre quarti ai quali si richiede, di più,
326.    Lo sforzo di mischia, e quello di touche
327.    Contesa, e quasi il cento per cento dei
328.    Maul e dei ruck, ma in terza, se non nella
329.    Seconda fase d’attacco reale, è
330.    Bello vedere un pilone che arriva
331.    Alla linea di touche all’opposto
332.    Da dove nacque l’azione e, o segna
333.    Su linee avversarie attardate, o con
334.    Esse ingaggia un epico scontro di ruck
335.    Intelligente e questo significa, quindi,
336.    Che nessuno deve a terra buttarsi,
337.    Perché da terra non puoi giocare
338.    La palla, né spingere o placcare,
339.    Ma, purtroppo, vedo anche grandi squadre
340.    Praticare questo gesto antiestetico,
341.    Inutile e scordare l’aggancio
342.    all’impiedi, voluto, studiato,
343.    Scattante, vincente, attivo, creativo,
344.    Non passivo e in attesa che arrivi
345.    Il rinforzo in sostegno, tardivo
346.    Rispetto all’evoluzione del gioco.
347.    È bello sempre vedere in sostegno
348.    Continuo e in raddoppio come sappia
349.    Capovolgersi l’ordine, perfino
350.    Numerico, degli otto avanti pedoni
351.    Affiatati e vanno, per primi, a seguire
352.    I veloci tre quarti, il 7, l’8
353.    ed il 6 e, poi, il 4 ed il 5,
354.    Che restano sempre nel mezzo e, poi,
355.    Il 3, il 2 ed anche l’1 e, se tutto
356.    È svolto veloce, ma occorre il crollo
357.    Psicologico del pack avversario,
358.    Si realizza talvolta il sogno, d’ogni
359.    Giocatore e del saggio allenatore,
360.    Di vedere il proprio pacchetto di mischia,
361.    In ordine inverso, schiantare in raddoppio
362.    La linea tre quarti avversaria che
363.    Tentò vanamente di opporsi e si legge,
364.    Negli occhi del centro tre quarti in difesa,
365.    Che placca un centro di terza gigante,
366.    Smarrimento nel respirare, senza
367.    Indietro guardare, che manca la sua
368.    Terza linea in difesa ed è vano sperare,
369.    Se sono attardati il suo 8, il 7
370.    Ed il 6, che possa arrivare in sostegno,
371.    Con un catenaccio tirato e allo
372.    Spasimo, almeno la linea seconda
373.    Che non crollava mai, nemmeno nelle
374.    Mischie peggiori. E queste grandi e semplici
375.    Regie, di solito oggi, sui campi, ci
376.    Vengono offerte dai grandi Maori
377.    All Blacks, insieme con Sud Africani,
378.    Australiani, Francesi ed Inglesi,
379.    Scozzesi, Gallesi ed Irlandesi,
380.    Ma anche Argentini e Figiani
381.    E gli Italiani potrebbero essere
382.    Grandi, se rinunciassero a copiare
383.    Scuole eccelse, ma diverse dal popolo
384.    Latino non adatto a giocare da
385.    Achille, ma portato ad essere Ulisse,
386.    Davide e Balilla, quindi inventare
387.    Quello che l’avversario non s’aspetta
388.    E giocare in modo che capisca il
389.    Tuo gioco solo a fine partita, con
390.    Risultato acquisito e la fantasia
391.    La praticano anche tante piccole
392.    Squadre simpatiche di ragazzini
393.    Veloci e bambine vivaci che sentono
394.    Il rugby totale, di cui prima qui
395.    Parlammo, e lo sanno realizzare,
396.    Avendo a compagna, per ora, soltanto,
397.    La fantasia creatrice, domani, però,
398.    Anche la mente precisa e la condizione
399.    Fisica, senza la quale muore, sul
400.    Nascere, anche il migliore giocar creativo.
401.    Però sarebbe ingiusto tacere che,
402.    Da una mischia tenace, è sovrumano,
403.    Per i piloni e gli altri pedoni,
404.    Veramente, appena la spinta finì,
405.    Raggiungere i propri tre quarti.
406.    È chiaro che poi questa azione, di
407.    Sostenere e raddoppiare sul campo,
408.    È resa del tutto impossibile se
409.    La linea arretrata, imprudente, è
410.    Schierata con profondità esagerata,
411.    Per cui, dopo aver vinto l’azione,
412.    Con sforzo e sudore di mischia o di ruck,
413.    Il pallone, lanciato, arriva sì all’ala,
414.    Ma magari a quaranta metri più indietro
415.    E con avversari che hanno già il campo
416.    Occupato e sanno sfruttare il doppio
417.    Tempo che tu gli regali passando
418.    All’indietro, non in linea incisiva,
419.    Mentre essi corrono avanti  diritto
420.    E fanno scattare tutti i duri
421.    Catenacci di ogni singolo reparto
422.    In chiusura e, spesso, tu osservi che
423.    L’allenatore inesperto non si spiega
424.    Perché, ad una palla ben vinta, segua,
425.    Su linea arretrata, un ruck perdente e si
426.    Vedono straripare e dilagare
427.    I giocatori avversari, eppure
428.    Essi avevano perduto la touche
429.    O la mischia, il ruck o un rapido maul.
430.    Il duro lavor dei piloni è sempre
431.    Apprezzato da chi il rugby ama
432.    E tu capisci perché il gran giocatore
433.    Rugbista, e poi gran cronista sportivo,
434.    Paolo Rosi famoso, purtroppo dal
435.    Campo di vita scomparso, dicesse
436.    Sempre in T.V. la storia narrata nei
437.    Pub: è già pronta la piena assoluzione
438.    Per i forti piloni e se un Dio esiste
439.    Davvero sa bene che sul campo di
440.    Rugby le due dure rocce viventi
441.    Scontarono ogni colpa commessa e,
442.    Quindi, la luce divina disse loro
443.    Convinta che l’ingresso ai beati in
444.    Eterno era ammesso come premio a chi
445.    Un sudato calvario subì forte
446.    Sull’erba del rugby e Rosi commosso
447.    Raccontava che, tra questi padri del
448.    Rugby totale vestiva la nera
449.    Ed elegante divisa, nella prima
450.    Campagna maora di Nuova Zelanda
451.    In Europa, un pilone sublime che
452.    Baciò con la palla la linea di meta
453.    E segnò, ma l’arbitro disse di “no”
454.    Allo score del giusto pareggio e il
455.    Pilone sul campo in silenzio restò,
456.    Il responso arbitrale colpito accettò.
457.    Eppure dopo alcuni decenni, sul
458.    Letto di morte, raccolti i parenti
459.    Piangenti intorno al vecchio pilone,
460.    Sentirono tutti dire stupiti
461.    Dalla flebile voce morente che
462.    Lui un solo rammarico aveva nel
463.    Cuore che lasciava la terra: il non
464.    Avere veduta riconosciuta
465.    La meta segnata alla grande Inghilterra.
466.    “Vi giuro, nell’ultimo istante” furono
467.    Le estreme parole “Io segnai quella volta
468.    E ne porto nel cuore ancora un
469.    Cocente dolore”. Anche per questo i
470.    Piloni sono la testa d’ariete
471.    Della moderna falange macedone
472.    E, senza di essi, quanto vano sarebbe
473.    Pensare a come segnare una meta.
 

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