Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Carlo A. Bruzzone Carlo A. Bruzzone
Vice Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
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Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
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Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
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Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
CANTO NONO PDF Stampa E-mail
CANTO IX
(LE SECONDE LINEE: I DIOSCURI DEL RUGBY)


1.    Ma in ogni pacchetto di avanti esiste,
2.    Dietro la divina Trimurti, la grande
3.    Spina dorsale, i Dioscuri, il 4 ed il
4.    5, le due linee seconde, gemelli
5.    Siamesi di mischia, legati bene
6.    Di fianco e spingono tutto il pacchetto
7.    Come possenti bisonti d’estese
8.    Praterie rugbistiche. E come il grande
9.    Bisonte è venerato gran Dio dal
10.    Pellerossa che l’ama, così le due
11.    Linee seconde sono nella squadra
12.    Le eccelse due vette alle quali dovrai
13.    Affidare, o provetto allenatore, o
14.    Educatrice appassionata di tanti
15.    Bambini, la missione di vincere
16.    Aerei palloni in touche e spingere, con
17.    Reni d’acciaio, in mischia ordinata
18.    E mutare ogni raggruppamento
19.    Spontaneo in mezzo potente, occasione
20.    Per ribaltare la contrapposizione
21.    Orizzontale e bilanciata della
22.    Linea avversaria e poi sfondarla,
23.    Meglio aggirarla e superarla perchè
24.    Ogni rugbista, come ogni persona
25.    Non può esistere ove non c’è e a
26.    Destra e a sinistra di ogni corpo di
27.    Atleta c’è un debole punto su cui
28.    Conviene sempre attaccare, come
29.    Un muro che si supera agevolmente
30.    Eludendolo invece di schiantarlo.
31.    Talvolta si fissa e si aggrega l’opposta
32.    Difesa, per poi a largo riaprire,
33.    Appena che la concentrazione vide,
34.    Attorno alle due vette, il venir vano
35.    Avversario, così come quando le
36.    Querce nodose nei boschi sono da
37.    Esili edere ai piedi assalite.
38.    Ma spesso o sempre queste due vette,
39.    Nell’arco degli ottanta o più minuti,
40.    Perennemente devono lottare
41.    E contrastare altri due loro uguali,
42.    Gemelli simili siamesi e spesso
43.    Il loro scontrarsi è epico tanto
44.    Da sembrare un mirarsi allo specchio.
45.    Nella touche è a loro affidato,
46.    Compito ingrato e sublime, saltare
47.    Alti dal prato per conquistare la
48.    Palla che solo a due mani è certa
49.    D’essere data pulita al mediano
50.    In attesa e saggiamente già con le
51.    Braccia protese in avanti, verso i
52.    Suoi compagni, per non smarrire
53.    Neanche un soffio impercettibile di
54.    Tempo per trasmettere teso ed in linea
55.    Il pallone destinato al successo.
56.    Comunque i due giganti alla prova
57.    Svettano come fossero montagne,
58.    Come l’Himalaia e sembrano angeli
59.    Umani, terrestri e volano nell’aria,
60.    Calda su quella linea fatale di
61.    Schieramento che sembra proemio alla
62.    Linea superba di meta che spesso
63.    Si nega, resiste come donna che
64.    Indugia ad aprirsi tutta per l’uomo.
65.    Ma quando alla fin si realizza il dolce
66.    Congiungimento totale, su quella
67.    Linea d’amore, allora si scioglie in
68.    Orgasmo ogni fatica dell’avanti
69.    Che spinse o dell’ala che seppe placcare
70.    Nel corso dell’intera partita e,
71.    Allora, infine, sembrano solo
72.    Baci ridenti le orme che segnano
73.    Il corpo di logorante fatica
74.    Appena la meta è toccata, baciata.
75.    Spesso una linea seconda, proprio dal
76.    Gioco di touche, finse di dare la
77.    Palla al pronto mediano di mischia e,
78.    Invece, sfondò l’ingenua difesa
79.    Avversaria che aveva creduto al
80.    Passaggio abbozzato e aveva la morsa
81.    Allentata del sempre compatto pacchetto.
82.    Ma come un bambino che, in festa, si
83.    Aspetta di salir sulla giostra e, poi,
84.    Rimane a terra deluso, perché il
85.    Giro è iniziato e lui non fu lesto
86.    Abbastanza a salire su quel cerchio
87.    Veloce rotante, così l’avversario
88.    Pacchetto tenta l’affannosa rincorsa
89.    Da dietro a quei due gemelli decisi
90.    Che spaccano l’aria e travolgono,
91.    Senza neanche offrirgli uno sguardo,
92.    Il mediano di mischia avversario,
93.    Sorpreso e che, invece d’avere un pallone,
94.    Fu da quel vortice immenso preso e poi
95.    Risucchiato e ributtato all’indietro,
96.    Nel suo vano placcaggio a querce e a
97.    Montagne avanzanti come onda di
98.    Piena di un fiume tutto straripante.
99.    E se sono vicini i due gemelli
100.    Siamesi all’area di speranza il cui
101.    Ingresso è la linea di meta, tentò
102.    Un’affannosa difesa il catenaccio
103.    Del numero undici sul lato chiuso,
104.    Su nostro attacco da touche di destra,
105.    O il ripiegare veloce della superba
106.    Apertura, seguita da trepidi centri,
107.    Ma tutto sul campo è sconvolto, oramai,
108.    E tu assisti alla meta dei due sacri
109.    Gemelli, di Castore e di Polluce.
110.    Ma, se al contrario, un accorto, coraggioso
111.    Placcaggio, magari dello stesso mediano
112.    Avversario, lesto aiutato dall’ala in
113.    Chiusura, fa crollare il gigante e tempo
114.    Gli manca per dare un saggio pallone
115.    Alla marea che avanza, da dietro in
116.    Sostegno, diventa allucinante il ruck
117.    Creato su quel punto d’impatto. I due
118.    Centri in difesa, travolti dagli otto avanti,
119.    Escono con affanno da quel gruppo
120.    Contorto ed ordinato, per riprender
121.    Posizione dopo che ebbero visto, con
122.    Sospir di sollievo, che il pack amico,
123.    Illuso ed ingannato da quel finto,
124.    Simulato passaggio avversario al
125.    Proprio mediano, è subito indietro
126.    Tornato per rimediare all’errore.
127.    Se la mischia è vinta andando in avanti.
128.    Così come sempre dovrebbe avvenire
129.    Per giocare palloni puliti e vincenti,
130.    Essi pure i gemelli vanno in raddoppio,
131.    Per l’ordine assiale di sostegno e mai
132.    Manca, nei templi del rugby mondiale,
133.    Un numero 4 ed un 5, veloci,
134.    Rischierati a centro di campo, che un
135.    Preciso pallone ricevono, da
136.    Un centro magari, da un’ala di terza,
137.    Se non da median d’apertura e puntano
138.    Nei pali diritto e travolgono poi
139.    La linea di terza avversaria in ritardo,
140.    Oppure, nel ruck, vanno a fissare la
141.    Rettilinea difesa avversaria e, a
142.    Grappolo ben rigonfiato, ripartono
143.    Di nuovo alla mano con gioco di lasco
144.    All’inverso, oppure di stretta bolina.
145.    Avere due linee seconde capaci
146.    Di stare in difesa, è come se fosse
147.    Fornita una squadra di due poderosi
148.    Carri armati che tagliano il campo in
149.    Obliquo e schiacciano chi l’attraversa,
150.    Nell’ombra, se il sole è alle spalle
151.    Della loro linea fatale di meta,
152.    O in luce, se il sole proietta il suo
153.    Eterno calore da parte di meta
154.    Avversaria. Il lavoro dei gemelli
155.    Siamesi di mischia è veramente
156.    Titanico e avrei bisogno di scrivere
157.    Un moderno trattato, anche di filosofia,
158.    Per dire ed esprimere come questo
159.    Sport poetico sia stoicismo vero nel
160.    Campo vissuto eppur nella vita reale.
161.    Infatti l’atleta di rugby, serio,
162.    Che vuole restar come quando
163.    Anche il grande campione era dilettante,
164.    Così come fanno i Maori, deve pure
165.    Nella vita giocare in modo diverso
166.    E, di presto mattino, svegliarsi per
167.    Fare esercizi di pesi e di sciolta
168.    Ginnastica e, poi, ripeterli a sera.
169.    È vano pensare di giocare il rugby
170.    Totale, creativo e dinamico, ricco
171.    Di fantasia, imprevedibile se non
172.    Hai una condizione fisica smagliante,
173.    Assieme ad una volontà precisa,
174.    Mentale di vincere e non scordare
175.    I quattro tempi poetici del gioco,
176.    Andare avanti, sostenere, pressione,
177.    Continuità, in attacco e in difesa.
178.    A tavola bisogna anche sapersi
179.    Spesso negare il piacere, può fare
180.    Eccezione la birra, bevuta nel
181.    Pub o in cantina, insieme con i propri
182.    Compagni e con l’allenatore sempre
183.    Affettuoso e mai manchi a queste bevute
184.    Colossali il dirigente tenace,
185.    Il vecchio campione, l’indomito, il
186.    Paziente massaggiatore, il medico
187.    Sportivo, il buon consigliere che è
188.    Sempre quello che mai dice, a realtà
189.    Avvenuta e solo dopo, che lui la
190.    Aveva prevista. Oggi, poi, è dolce
191.    Vedere donne e ragazze giocare
192.    Anche a linee seconde, talvolta con
193.    Un no pronunziato agli sport sublimi
194.    Di pallavolo e pallacanestro.
195.    Può anche capitare di dover giocare
196.    Con linee seconde non alte e allora
197.    Tu devi inventare giocate di touche
198.    Con palloni lunghissimi offerti diretti
199.    Alla linea trequarti, se in touche a
200.    Favore, oppure giocare in pressione
201.    Su rimessa laterale avversaria,
202.    Studiando come evitare raggruppamenti
203.    Avvolgenti, non convenienti alla squadra
204.    Dotata di un pacchetto leggero e di
205.    Due non alti gemelli siamesi nel
206.    Pack ruggente, oggi composto da agili
207.    Pantere e anche agili gazzelle che
208.    Sanno coniugare la forza mentale
209.    E fisica con l’essere femminile
210.    Nel gioco creativo, sportivo del rugby.
211.    Ancora non c’è cosa più bella di
212.    Vedere le linee seconde, nel match
213.    Avversarie, scambiarsi le maglie, la
214.    Quattro col cinque, il cinque col quattro,
215.    In questo chiastico dono gentile
216.    Di fine partita giocata allo spasimo
217.    Dagli alunni del rugby, dalle allieve
218.    Del sole sportivo. Ancora più bello
219.    È vedere giocare da eroe un forte,
220.    Una forte seconda siamese, ma
221.    Di parecchio men alto del suo
222.    Diretto avversario. E nel terzo tempo
223.    Sereno e dedicato al convivio,
224.    Vissuto, scordate antagonistiche
225.    Azioni in partita, si gioca sulle
226.    Asimmetrie contrapposte, armoniose
227.    Delle due coppie divine, gemelle,
228.    Castore e Polluce elevati al quadrato.
 

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