Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
Vice Presidente CIAR
Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
Consigliere
Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
Consigliere
Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
Roberto Libè Roberto Libè
Consigliere
Gennaro De Falco Gennaro
De Falco

Consigliere
CANTO DECIMO PDF Stampa E-mail
CANTO X
(LE TERZE LINEE ED IL NUMERO 8)


1.    E adesso lettore, lettrice che spero
2.    Non troppo annoiati, ma trascinati
3.    Dal verso ad andare sul campo a vestir
4.    Le mutande per questi epici incontri,
5.    A me, che più non sono ragazzo da
6.    Tempo, trema la voce, come sempre,
7.    Quando inizio a cantare l’epopea
8.    Delle terze linee, una seconda
9.    Trimurti che scende in mischia da dietro.
10.    Ed è il numero 8 il centro di terza,
11.    Il saggio timoniere della mischia
12.    Che naviga, spesso, contro un mare
13.    Cattivo, crudele in tempesta, e riceve
14.    Colpi potenti e mortali da oceani
15.    Irati al comando del dio Poseidone.
16.    Nessuna squadra di rugby eccelsa
17.    Può dirsi, poi, tale, se chiude il suo pack
18.    Con una debole linea di terza.
19.    E sei tu, lo sai, flanker numero 6,
20.    Il camaleonte divino a sinistra,
21.    Dotato di cento nature, quale
22.    Che sia lo schieramento di mischia.
23.    Ma è certo che è, oggi, da tralasciare
24.    Il tre-due-tre, perché rende difficile,
25.    Alle linee esterne arretrate di terza,
26.    Scattare in subitanea e fulminea
27.    Difesa, quando la palla è perduta.
28.    Inoltre ogni centimetro, che ti
29.    Avvicina alla linea del vantaggio,
30.    Tagliante il pallone introdotto nel pack,
31.    Non va mai tralasciato e sprecato e
32.    Ascolta il fiabesco perché di questo
33.    Saggio restare vicini alla fonte
34.    Del gioco. Infatti l’azione di rugby
35.    È sempre un po’ uguale a quando nasce
36.    La vita di un bimbo: e sono i primi
37.    Istanti i più delicati e quelli che,
38.    Poi, decidono se la vita forte
39.    Diventa e capace di svolgersi bene,
40.    Oppure è travolta, prima ancora che
41.    Inizi. Ma, in anni passati e con diverse
42.    Regole poteva convenire, talvolta,
43.    Schierare un tre-quattro, ma solo se s’era
44.    Del tutto più forti e si poteva, con
45.    Certezza, con sette giocatori, otto
46.    Travolgerne. E soprattutto quando il
47.    Diretto avversario voleva dilagare,
48.    Nei tuoi ventidue metri delicati,
49.    Ed i catenacci a difesa meno
50.    Spazi avevano per chiudersi sull’onda
51.    Avversaria che irata s’abbatteva
52.    Procellosa, perché pochi minuti
53.    Mancavano alla fine e il risultato
54.    Era buono per te. Ricordare, allora.
55.    Doveva l’astuto e forte capitano
56.    Di non sollevare dal pack l’atleta
57.    Più stanco, ma solo chi riusciva a
58.    Placcare fino all’ottantesimo, e più,
59.    Minuto, ma sono ancora pochi, nel
60.    Mondo, i flanker veloci, le pantere
61.    Del rugby, capaci di placcare e
62.    D’attaccare fino all’ultimo istante,
63.    E d’impostare rapido un contrattacco,
64.    Con l’inesorabilità del fato
65.    E con la precisione dello spuntare
66.    Sul mondo del sole ogni mattina,
67.    Anche nell’aurora offuscata dalla
68.    Pioggia. Camaleonti divini e anche
69.    Creature mutevoli, le terze linee,
70.    I flanker devono sempre sapere,
71.    Come ali tre quarti, come essere
72.    Veloci, potenti come i primi cinque
73.    Fratelli del penetrante pacchetto
74.    Di mischia. Ma devono, pure, astuti
75.    Come i mediani, essere dotati del
76.    Piazzamento, connaturato all’estremo
77.    che gioca con un segreto telefono,
78.    Privo di fili e collegato alla palla
79.    Ed ai suoi spostamenti bizzarri e
80.    Fantasiosi che, se sono di calcio,
81.    Devono vedere, in difesa, l’intervento
82.    Di calamita precisa sull’ovale
83.    Che scende dal cielo, come angelo di
84.    Biblica vendetta, ma se il pallone
85.    Si sposta, condotto con gioco veloce
86.    Di mani, allora si può intervenire
87.    Soltanto sull’uomo con un deciso
88.    Placcaggio, veramente efficace se
89.    Punta a strappare la palla alle mani
90.    Avversarie, perché il fine del rugby
91.    È solo segnare almeno una meta
92.    Di più a  chi può impedirtela sul campo.
93.    Ma in entrambi i casi difensivi, sulla
94.    Palla e sull’uomo, sempre la difesa
95.    Potrebbe tramutarsi in attacco e
96.    Le terze linee, secondo affondo
97.    Difensivo per antonomasia, sono
98.    I giocatori che spesso ribaltano
99.    L’asse di ogni gioco e ripartono
100.    Per nuove avventure nell’area di meta
101.    Contrapposta. E così il flanker di
102.    Sinistra, quello col numero sei sulla
103.    Maglia, su mischia giocata sullo stesso
104.    Lato di touche, e su immissione nemica,
105.    Ha il compito grave di chiudere
106.    E proteggere quel corridoio sempre
107.    Pericoloso e fatale, se il mediano
108.    Avversario riesce a produrre uno
109.    Scatto bruciante nei primi tre metri
110.    E agguanta la linea-vantaggio, come
111.    Il puma argentino che la preda cattura
112.    E divora prima che abbia coscienza
113.    Di ciò che le accade ferale. Ed ora,
114.    Per le regole nuove, che fanno al
115.    Mediano divieto di controllare
116.    La palla dall’opposto lato alla veloce
117.    Immissione, è il numero 6, su
118.    Mischia avversaria, obbligato a sentire
119.    Questo pauroso e duro corridoio
120.    Come il passo, stretto e fatale, del re
121.    Leonida, alle Termopili, e suo fratello,
122.    Il 7 di destra, deve stare più
123.    Attento, su mischia che si svolge a
124.    Mano diritta, ma più su nostra
125.    Immissione, purtroppo perduta, che
126.    Su quella avversaria. Ed il perché di
127.    Questo lo puoi capire tu, astuto
128.    Giocatore che pensi. Se la palla,
129.    Infatti, è introdotta, su quel lato
130.    Nervoso, dal mediano avversario,
131.    Sarebbe veramente strano che costui,
132.    Seppure ubriacato da punteggio
133.    Astronomico, tallonato e braccato
134.    Dal nostro mediano, suo diretto
135.    Avversario, gli vada addosso proprio
136.    Nelle Termopili. Invece un pallone,
137.    Immesso da noi, ma vinto dai suoi
138.    Superbi otto Persiani, lo pone in
139.    Condizione esemplare per aggirare
140.    La mischia dal largo allo stretto, ma
141.    Vanamente inseguito dal numero nove
142.    Nostro direttore d’orchestra che deve
143.    Ben sapere come saltare piedi
144.    Astuti protesi di astute ali
145.    Di terza avversarie. Ma poiché gira
146.    In cerchio il nostro mediano, partendo
147.    Da dietro al diretto avversario, è
148.    Sempre in ritardo e lo deve placcare
149.    Da dietro, placcaggio bello a vedersi,
150.    Ma che non impedisce la meta, se
151.    La distanza in caduta, del corpo
152.    Bloccato, è pari all’intervallo che
153.    Ti divide dal premio finale di
154.    Meta. E c’è, poi, anche un duro fuori gioco
155.    Che blocca il girar senza palla intorno
156.    Alla mischia ordinata. Comunque il
157.    Corridoio, ricordalo allenatore,
158.    Dei cinque metri fatali, piangere
159.    Vede spesso i flanker delusi ed
160.    Ingannati dagli astuti mediani.
161.    E, così, sul lato in aperto del campo,
162.    L’aperto flanker, destro se la mischia
163.    È a sinistra, sinistro se la mischia
164.    è di destra, deve, a velocità della
165.    Luce, partire sparato sull’apertura
166.    Avversaria che attende l’attacco
167.    Al suo possesso di palla, ma, mentre
168.    Gli piomba di contro, con gran decisione,
169.    Il suo cervello deve, preciso, capire
170.    Quello che avverrà in istanti fugaci.
171.    E dev’essere, poi, come la morte
172.    Sicuro, il suo placcaggio, di lato, se
173.    L’apertura scivola sul lato aperto
174.    D’attacco, e frontale se essa entra diretta,
175.    Appoggiata al lato vicino ai suoi
176.    Avanti che vogliono spesso condottieri
177.    Diventare di un cambio di fronte, per
178.    Riportare il pallone alle prime
179.    Radici di mischia da cui nacque,
180.    Veloce, con l’ardore medesimo
181.    Con cui l’uomo vissuto, dimentico
182.    Del paese natio, vi ritorna, poi, infine,
183.    Dopo anni passati lontano e s’accorge
184.    Che l’ama. La grande guerra di Troia,
185.    Cantata da Omero, è niente rispetto
186.    Allo scontro che oppone le due linee
187.    Di terza ai due mediani, quei demiurgi
188.    Platonici schierati tra avanti e tre
189.    Quarti. Quasi sempre, questo scontro è
190.    Quello che imposta, continuo, la grande
191.    Partita, ma, soprattutto, il risultato
192.    Finale, nel bene e anche nel male.
193.    Il saggio allenatore deve sempre
194.    Spiegare ai suoi ragazzi, alle sue
195.    Ragazze, che giocano in terza, come
196.    Il quindici avverso è una porta:
197.    Sono gli avanti; ci sono, poi, le
198.    Linee arretrate: questo è il battente
199.    Che s’apre e si chiude, ma c’è la cerniera.
200.    E sono i mediani! Rompere questa
201.    Cerniera, o spezzandola, nel primo arco
202.    Di vita, o svitarla paziente, ma prima
203.    Che sia troppo tardi, è il compito
204.    Grave della squadra che vuole vittoria.
205.    Ma di questa missione sublime fan
206.    Parte, in patto d’acciaio, non solo
207.    I nostri mediani, contrapposti ai
208.    Loro diretti avversari, non solo
209.    Chiunque ci stia nelle file dei nostri,
210.    Ma soprattutto fan parte del patto
211.    Le ali di terza, sorrette dal saggio
212.    Numero 8 che, in mischia chiusa perduta,
213.    Sicurezza può dare ai flanker e, in
214.    Caso d’errore dei due, rimedia ovunque
215.    E riesce, perfino, se è grande campione
216.    A correre tanto, da stare di dietro
217.    Perfino al suo estremo, nel caso di un
218.    Rapido calcio dell’apertura o del
219.    Mediano avversario. Ma se la mischia
220.    Ha agguantato l’ovale beffardo e,
221.    Precisa, avanzò e una giocata permise,
222.    Rapida, ai centri tre quarti, è veramente
223.    Sublime vedere di questi giaguari
224.    L’originale raddoppio, con movimento
225.    A campana e tanti disegni, sul suolo,
226.    Di invisibili festoni lucenti.
227.    Senza la riproposizione della
228.    Veloce azione di questa genuina
229.    Linea di attacco, di novelli tre
230.    Quarti potenti, è veramente arduo
231.    Pensare, con un forte avversario,
232.    Di toccare di getto la linea di
233.    Meta. Le inesorabili chiusure
234.    Avversarie diventano sempre più
235.    Veloci del fulmine e sempre più
236.    Forti sono le ali di terza a difesa
237.    In chiusura, per cui si può dire che
238.    Il gioco moderno è sempre più attento
239.    A come annullare questo attacco
240.    Di umane saette. Ma non scordare, non
241.    Dimenticare, preciso allenatore,
242.    Che nel rugby è giusto tutto ciò che
243.    Viola la meta, ma è ugualmente
244.    Più saggio sapere andare e affrontare,
245.    In linea diretta, il bravo avversario,
246.    Se gli sei pari almeno, questo è il
247.    Grande sistema per avere l’uno
248.    Di più, con maggiore certezza. E c’è chi
249.    Sostiene, ma dirlo non basta mai, perché
250.    Bisogna sempre vederla sul campo
251.    Che prima cosa da fare è vincere,
252.    Con le proprie ali di terza linea,
253.    Direttamente, quella terza linea
254.    Avversaria o, almeno, fissarla con
255.    L’andarci contro a valanga, per, poi,
256.    Passare palloni puliti al proprio
257.    Mediano o a qualche altro veloce
258.    Sostegno. Le ali di terza in raddoppio,
259.    Con il loro strano sistema di corsa,
260.    Di curvo festone, devono, spesso,
261.    Quasi sfiorando e toccando la terra,
262.    Raccogliere tutti i palloni caduti,
263.    Precise come una guida indiana
264.    Che osservi l’orma che fugge e, con
265.    La sicurezza amorosa di un bravo
266.    Giardiniere che curi le rose più
267.    Amate, le predilette del ridente
268.    Giardino. Catturare i palloni
269.    Sfuggiti e sollevarli da terra,
270.    Rotolanti o, talvolta, annaspanti
271.    Nel fango del campo, è come sul mar
272.    Far fortuna. Occorre un vero coraggio
273.    Titanico, ma alto è il guadagno
274.    E arriva una gran ricompensa al
275.    Navigatore che strappa ai mercati
276.    Orientali, Marco Polo di rugby,
277.    Merce rara e preziosa che, in patria,
278.    Appar regalata. E trovare il pallone,
279.    Da poco schizzato fuori da una gran
280.    Confusione, è il migliore bagaglio
281.    Tecnico dell’astuto flanker preciso
282.    E del fratello maggiore, il numero
283.    Otto sublime. Ma se la sorte del
284.    Gioco non t’offre e ti nega, sul terreno,
285.    Palloni vaganti o, avara, li offre
286.    Con l’onda avversaria d’addosso, quasi
287.    Sempre è l’ala di terza che abbozza,
288.    Con tuffo da nuoto, la crescita di un
289.    Maul o di un ruck. E di questo impasto
290.    Umano è lui sempre, il flanker, un
291.    Lievito fino e veloce e, solo dal suo
292.     Agire deciso, dipende se il forno
293.    Del campo ti offre, copioso, un pane
294.    Prezioso, fragrante e croccante
295.    O un pezzo fallito di lavoro
296.    Mancato e sprecato. In quest’arte
297.    Sublime del saper raddoppiare
298.    In continuo, le ali di terza devono
299.    Essere sempre precise, ma mai
300.    Frettolose o precipitose, perché
301.    Stare un po’ indietro, quel tanto che
302.    Basta a non essere spiazzato è una
303.    Difficile tecnica che s’apprende
304.    col tempo e, forse, si somma a geniale
305.    Predisposizione naturale, ma
306.    L’esperienza scaltrisce la mente che
307.    Più voleva essere scaltrita sul campo.
308.    Ma quando la palla è perduta da
309.    Mischia o da touche, le chiusure delle
310.    Linee di terza sono la grande e vera
311.    Certezza di una forte difesa. E ad
312.    Uno spetta tentare di schiacciare
313.    L’apertura avversaria, al numero otto,
314.    Però, è affidato l’onore di arare
315.    E rastrellare il terreno, con l’altro
316.    Compagno, placcando e contrastando
317.    Tutto ciò che, come onda, attraversi in
318.    Obliquo o diritto la loro corsa
319.    Di lasco, uguale alle scelte delle
320.    Belle andature dei forti velisti
321.    Di Azzurra, la barca dei sogni di un
322.    Tempo lontano da ora. E il vento di
323.    Poppa si prende solo se il ritardo
324.    È abissale, ma spesso il lasco tu
325.    Usi o un giardinetto preciso, e,
326.    Talvolta il traverso e, se l’avversario
327.    Rallenta, si ferma o commette un
328.    Errore e s’attarda, di gran lunga più
329.    Indietro rispetto al vantaggio, si può
330.    Allora attaccare, in difesa, di stretta
331.    Bolina oppure, andatura vietata
332.    Alla barca di Azzurra, contrastare
333.    Di petto, diritto, il grande vento
334.    Avversario e schiantarlo di prima.
335.    Comunque in difesa, anche tutta la
336.    Terza linea non dovrebbe mai poter
337.    Leggere il numero delle maglie in
338.    Attacco avversarie. Ma è nel gioco,
339.    Lontano nel tempo, da mischia e da
340.    Touche, che tu vedi quanto valga una
341.    Ala di terza e se, assieme ai compagni,
342.    Riesca il campo a tenere e, perfino a
343.    Calciare e, comunque, ordinare l’intero
344.    Pacchetto di mischia e chiamarlo a
345.    Raccolta e sfruttare, con saggia arte
346.    Individuale, ogni momento della
347.    Lotta di rugby. In attacco o in difesa,
348.    Un forte numero otto, ed i flanker
349.    Implacabili sono davvero tre
350.    Incubi immensi per gli avversari e
351.    Sono tre sogni radiosi, lucenti
352.    Per i propri compagni che sono
353.    Fieri d’avere, nel quindici forte,
354.    I tre figli di Proteo, il dio dalle
355.    Cento nature mutanti, generato
356.    Dal mare. E così le ali di terza,
357.    Ed il numero otto devono sempre
358.    Sapere come essere l’espressione
359.    Di un immenso mare di sapienza
360.    Rugbistica ed essa si attinge con
361.    Grande passione e continua ed
362.    Attenta comprensione di quello che
363.    Avviene sul campo, in ogni istante
364.    Di gioco, in ogni momento d’azione.
365.    E tu, spettatore che leggi e attenta
366.    Spettatrice sul campo, non lasciarti
367.    Ingannare o totalmente ammaliare
368.    Dal gioco che scorre ed impara a come
369.    Apprezzare che, soprattutto per le
370.    Ali di terza e per il numero otto,
371.    La classe più intelligente è il
372.    Giocare senza la palla nelle mani.
373.    E dovresti sempre applaudire un
374.    Numero sette che, su mischia sul lato
375.    Sinistro, parte di getto e s’allarga
376.    Ed inganna il mediano di apertura
377.    Avversario che, ingenuo, crede di
378.    Avere creato un buco diritto alla
379.    Meta e, invece, vi incontra il duro
380.    Placcaggio dell’otto e la precisa
381.    Rifinitura del numero sei con
382.    Cui s’era accordato l’astuto numero
383.    Sette, per rendere davvero felice
384.    L’allenatore solo in pochi paesi in
385.    Panchina seduto, ma ovunque in tribuna,
386.    Per essere la parabola della
387.    Guida preziosa prima dell’incontro,
388.    Ma, poi, discreta presenza non invadente
389.    Al momento dell’incontro di rugby.
390.    Ed il saggio e silenzioso rugbistico
391.    Tecnico ama vedere la sua astuzia
392.    Diventare reale sul campo, grazie
393.    Al buon capitano ed alla squadra
394.    Affiatata che gioca creando le azioni
395.    E non ripetendo, in modo meccanico,
396.    Schemi imparati a memoria e divisi
397.    Dal  creativo fluire della vita del
398.    Gioco. Ma se il quindici è disunito,
399.    Deve, forse, pensare, con forza
400.    Autocritica, che il rugby non è amato
401.    Abbastanza da tutti. E chi non concorre
402.    A fare della squadra, in cui gioca,
403.    Un’armonica musica, non ha inteso
404.    Bellezza in questo sport poetico,
405.    Ed è di grande aiuto, oggi, per capire
406.    Come giocare, osservare la propria
407.    Partita con il supporto della visiva
408.    Registrazione in cassetta TV.
409.    Per il loro ruolo occupato, i tre
410.    Fratelli di terza, i tre catenacci
411.    In difesa, i tre grandi attori in
412.    Attacco, sempre apprezzati saranno
413.    Da chi assiste all’incontro ed è esperto
414.    Soltanto se riconoscere sa lo
415.    Sforzo titanico dei tre figli di
416.    Proteo, dio, anche nel rugby, immortale.
 

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