Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Carlo A. Bruzzone Carlo A. Bruzzone
Vice Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
Vice Presidente CIAR
Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
Consigliere
Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
Consigliere
Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
CANTO UNDICESIMO PDF Stampa E-mail
CANTO XI
(IL MEDIANO DI MISCHIA E IL MEDIANO DI APERTURA, GEMELLI DIVINI)


1.    Ed ora sarai, forse, tu, giornalista
2.    Sportivo, o televisivo cronista,
3.    A seguire il mio verso che inizia a
4.    Parlare di Patroclo e Achille, di
5.    Eurialo e Niso, i due mediani che
6.    Definimmo alfieri e cerniera, quelli
7.    Che, se vengono meno, salta tutta
8.    La squadra e avanti e tre quarti sembra
9.    Che giochino su due campi diversi.
10.    Affiatati come il cuore e l’aorta e,
11.    Come un duo musicale, armonici,
12.    Giocano sempre inseriti in un cerchio
13.    Immaginario di cui sono punti
14.    Estremi di un incandescente diametro,
15.    Rovente per le possibilità, del
16.    Gioco, infinite e questa lunghezza,
17.    Che li separa e li unisce, dev’essere
18.    Calcolata mai una volta e per tutte,
19.    E sempre in base alla potenza reale,
20.    Effettiva del passaggio preciso
21.    Del mediano di mischia. E quando, tu,
22.    Provetto allenatore, creativo, hai
23.    La ventura d’avere nella squadra
24.    Affiatata, un vero mediano, con un
25.    Forte e preciso passaggio, che tu,
26.    Creativa allenatrice farai ancora
27.    Più forte e ancor più preciso, portando
28.    Nell’allenamento molti palloni
29.    Di sabbia pesanti, ed il cerchio di
30.    Ferro in cui lui, numero nove, sparerà
31.    I suoi tiri d’affondo, allora di
32.    Molto hai risolto il grande problema
33.    Di sfuggire alla morsa asfissiante di
34.    Acciaio delle ali di terza avversarie,
35.    Facendo volare il pallone lontano
36.    Per il mediano gemello in attesa.
37.    Il passaggio lungo, teso e preciso,
38.    È il vero segreto per potere
39.    Raccordare e saldare l’intelligenza
40.    E il sudore del pacchetto d’avanti
41.    Con l’ansia di fuga della linea tre
42.    Quarti. E la linea arretrata, se
43.    Priva di un buon mediano, veloce e
44.    Potente, sembra davvero un branco di
45.    Veloci puledri, rinchiusi in un
46.    Recinto e che, vanamente, vedono
47.    Infranti, purtroppo, i tentativi di
48.    Corsa sul legno crudele della
49.    Chiusa prigione. Ma, prima di questo,
50.    Occorre un cervello pensante che
51.    Sappia capire, in un solo istante
52.    Fugace, se affidare l’ovale al
53.    Fratello, median d’apertura, o meglio,
54.    Fuggire, rasente la mischia, e chiamare
55.    A raccolta i figli di Proteo e un gran
56.    Ruck proporre o un maul spumeggiante,
57.    Oppure, con accorto e grazioso
58.    Calcetto, servire un intelligente
59.    Pallone all’ala chiusa trequarti che
60.    Va in progressione e, in un solo momento,
61.    Cattura l’ovale, scarta l’opposto
62.    Avversario, difendendosi con un
63.    Deciso frontino e si tuffa nell’area
64.    Come un bimbo accaldato che, d’estate
65.    E col sole, si lancia giocoso nell’onda
66.    Del mare e ripete i suoi tuffi più volte,
67.    Nonostante la mamma lo chiami da
68.    Riva. Ricorderete, allora, giovani
69.    Allenatori e allenatrici, ai
70.    Quali sono affidati i giovani, che,
71.    Per costruire situazioni di gioco
72.    Che migliorino un grande mediano,
73.    Offrire sempre bisogna il gusto
74.    Del vario, e niente è più monotono
75.    Di vedere questo primo gemello
76.    Fare sempre, monotona, la stessa
77.    Giocata, e in attacco e in difesa.
78.    Il gusto del vario è accentuato
79.    E migliorato dal grande sistema
80.    Dinamico d’allenamento che non
81.    Annulla mai le soluzioni di gioco
82.    Spontanee, ma le arricchisce, le integra
83.    Nella globalità della situazione.
84.    Solo il giocatore e la giocatrice,
85.    Abituati a risolvere i problemi,
86.    In autonomia, possono meglio, in
87.    Seguito, concorrere all’azione
88.    Efficace, vincente del collettivo
89.    Che studia tutto quanto sia prevedibile
90.    E imposta azioni imprevedibili
91.    Per l’avversario e per lo spettatore
92.    Che gode di più se è sorpreso da
93.    Azioni fulminee che mutano sempre,
94.    In continuazione dinamica. Ed è
95.    Il mediano di mischia il giocatore
96.    Che più ricava vantaggio da un
97.    Allenamento ispirato a succhiare
98.    La creatività del reale come il
99.    Pittore si inebria a bere i colori
100.    E mutarli poi in tele cromatiche
101.    Partorite dall’arte e dalla mente
102.    Creativa. Il mediano di mischia deve
103.    Sempre valutare quello che occorre
104.    Sul campo e, spesso, è proprio lui il
105.    Nono avanti che sfonda, da touche o da
106.    Mischia, il pacchetto avversario, ma deve
107.    Essere sorretto da otto saette che
108.    Non permettono che il nugolo degli
109.    Avversari lo risucchi, lo batta
110.    E gli strappi dalle mani il pallone.
111.    La saggezza del grande scienziato e la
112.    Vivacità di un flagrante scugnizzo
113.    Devono, insieme, stare nella figura
114.    Ideale di un grande mediano di
115.    Mischia. E meglio sarebbe insegnargli
116.    Come tirare bei drop precisi che
117.    Possono riuscire, o sulla nostra
118.    Immissione, da mischia giocata a
119.    Sinistra, o, su quella avversaria, con palla
120.    Dal bravo talloner catturata, in mischia
121.    Giocata sul destro lato di campo.
122.    E, nel primo caso, si calcia il drop
123.    Col piede di destra, ma, nel secondo,
124.    Occorre la forza della saggezza
125.    Ambidestra e va utilizzato lo
126.    Scaltro piede sinistro, col destro che
127.    Serve d’appoggio al compasso di gambe,
128.    Così come avviene per il calcio
129.    Piazzato che offre tre punti, una volta
130.    Uguali a quelli di meta, poi la metà
131.    Di una meta trasformata, prima che
132.    Si portasse a cinque il punteggio della
133.    Meta sublime, per favorire il gioco
134.    D’attacco e alla mano veloce e, ora,
135.    Si assegnano anche punteggi diversi
136.    Per vivacizzare l’incontro, ma ogni
137.    Riforma sarebbe inutile davvero,
138.    Se mancasse il cuore agli atleti, alle
139.    Atlete, il rugby è amore vissuto,
140.    Le regole vengono dopo e in ogni
141.    Epoca fu bello giocare e pensare
142.    A come cambiare il gioco più umano
143.    Del mondo. In giocate di touche occorre
144.    Al mediano di mischia un vero ferino
145.    Coraggio per placcare le vette di
146.    Quercia degli avanti avversari che hanno
147.    Sfondato e su di lui puntano, perché
148.    Sanno, da sempre, da secoli, tutti
149.    Che battere il mediano di mischia è
150.    Come iniziare l’incontro con alcuni
151.    Uomini in più, è come spaccare in due
152.    L’attacco e la difesa della squadra
153.    Avversaria. Ma il direttore del pack
154.    Mai deve dirigere i suoi avanti
155.    Affiatati come un noioso burocrate
156.    Ed è tanto più bravo, se il suo preciso
157.    Ordinare coincide con il volere
158.    E il desiderio del pack che gioca con
159.    Lui, non sotto il suo imperio. E allora
160.    Tu vedi l’accorto mediano che nei
161.    Suoi otto avanti coglie se c’è lampo
162.    Di genio, mentre stanno avanzando e, tra
163.    Poco, violando la linea di meta
164.    Agognata. Allora, tu, gran direttore,
165.    Devi seguirli, stando loro vicino,
166.    Pronto ad avere pallone, se sorge
167.    Un maul per impatto, un ruck esplosivo,
168.    Ma se questi raggruppamenti non si
169.    Sviluppano, lascia pure che essi
170.    Travolgano, in quel pomeriggio di sole,
171.    La linea avversaria. Ma se vedi, nel
172.    Ruck, che hanno sì conquistato il pallone,
173.    Ma non hanno più fiato in polmone, una
174.    Volta ricevuta la palla, non puoi
175.    Più rigiocare con loro e, così, pure
176.    Sempre devi capire se l’ala tre
177.    Quarti del lato di chiuso abbia ancora,
178.    Nel motore corporeo, un poco, almeno,
179.    Di benzina-riserva d’ossigeno
180.    Esplosivo, per scattare fulmineo
181.    Ed agguantare l’ovale, donato
182.    E passato dal calcio preciso, del
183.    Mediano di mischia, sparato nel
184.    Corridoio di Termopili, lo stretto
185.    Di rugby nel quale il grande campione
186.    Scrive creativi versi di giocate
187.    Imprevedibili e audaci, belle
188.    A vedersi e dolci nel ricordo di
189.    Chi stette sul campo o sugli spalti dello
190.    Stadio gioioso, sempre in festa per
191.    Le incisive emozioni delle creazioni
192.    Di questo sport travolgente e poetico.
193.    Ma il mediano migliore è sempre quello
194.    Che, in fantasia, sa fare le semplici
195.    Cose con semplicità genuina. Non
196.    C’è, forse, migliore giocata, con palla
197.    Vinta dagli otto fratelli avanzanti,
198.    Di quella in cui il direttore d’orchestra
199.    Apre con grande passaggio ed in linea,
200.    Non dietro neanche di un solo centimetro,
201.    E, poi, corre bene in accorto e saggio
202.    Sostegno, aperto nella fase finale
203.    Al raddoppio, e, seguendo l’azione,
204.    Al primo centro tre quarti arrivata,
205.    Catturi il pallone e, con la coda
206.    Dell’occhio, colga e fotografi le ali di
207.    Terza, da poco venute in appoggio,
208.    E capisca se sia il caso di andare
209.    Diritto e sfondare o tocchi e spetti a lui
210.    L’arte di fissare l’avversario e aprire
211.    Al centro secondo tre quarti che, ad X,
212.    Riceve l’ovale, per andare, di
213.    Nuovo, col pack a giocare. Può anche
214.    Succedere che questo centro secondo,
215.    Veduto il ritardo avversario, su azione
216.    Partita a sinistra, sfreccia profondo
217.    Ed ha, ancor sulla destra, lo scaltro
218.    Mediano di mischia in raddoppio e anche
219.    L’ala non ancora impegnata e, quindi,
220.    Si arriva alla linea di meta, magari
221.    Di getto e con ulteriori passaggi ai
222.    Forti e veloci compagni del pack che
223.    Avevano bene imparato il segreto
224.    Solare di andare in sostegno e in
225.    Raddoppio e stare bene agganciati, ma
226.    Sempre pronti a sgusciare, per catturare
227.    L’occasione veloce e imprevista
228.    Che è sempre prova ulteriore, nel
229.    Regno dell’ovale pallone, di come
230.    Vadano insieme e congiunte l’azione
231.    Singola e il coro, ordinato e preciso
232.    Dell’orchestra di rugby nel teatro
233.    Di uno sport sublime e solare, leale.
234.    Gli otto grandi solisti del coro del
235.    Pack, quando hanno alla testa un magistrale
236.    Direttore d’orchestra, sono ancora
237.    Più forti del solito ed armonici
238.    E ognuno di loro, quando è ben guidato,
239.    Esprime più acuta la nota e il
240.    Canto affiatato finisce in vittoria.
241.    Ed ora, lettore e lettrice, parliamo
242.    Dell’altro mediano, di Niso, gemello
243.    D’apertura che gioca con il numero
244.    Dieci che, nel pensiero filosofico
245.    Del grande Pitagora, era segno
246.    Preciso di perfezione felice
247.    E somma delle prime quattro cifre.
248.    E l’apertura perfetta dev’essere,
249.    Perché ogni suo errore vale per
250.    Dieci, ma vale anche per mille ogni sua
251.    Azione che sappia mettere in crisi
252.    La difesa avversaria, con un attacco
253.    A scintilla. Nel rugby, ricordatelo
254.    Tutti, tutto è veloce, eppure
255.    Chiunque rallenti può all’errore
256.    Rimediare, o con un cambio di fronte,
257.    O con un bel passo incrociato, o con un
258.    Tattico maul ed un ruck preciso, o
259.    Scavalcando il nemico, per gioco, con
260.    Tattico calcio lungo e preciso, o con
261.    Calcetto grazioso a scavalco del
262.    Diretto avversario, o con fiondate
263.    E calci sforbiciati a rasoterra.
264.    E perfin l’ala, la veloce della
265.    Linea tre quarti, se, per caso, frena
266.    La corsa decisa, ma, poi, riparte
267.    Fulminea, con un elegante crochet,
268.    Inganna lo stesso chi la fronteggia.
269.    Ma quando rallenta il numero dieci,
270.    È allora che il tempo, il dio Kronos,
271.    Si ferma ed osserva il fluire del gioco
272.    Sul campo, per vedere come uno, uno
273.    Solo possa giocare contro tutti,
274.    Contro tutta una squadra, alla fine.
275.    È a lui, al numero dieci, d’apertura
276.    Mediano che spetta decidere, subito,
277.    Se scavalcare la linea arretrata
278.    Avversaria, con calcio preciso ed in
279.    Alto, in un campo sguarnito, oppure
280.    Aprire improvviso ed andare in saggi
281.    E accorti sostegni e raddoppi, oppure
282.    Richiamarsi, d’interno e vicino alla
283.    Fonte del gioco, i flanker, le terze e con
284.    Esse, ad ariete, avanzare e combattere
285.    Sulle ali estreme e, in spazi ristretti,
286.    Ubriacare la difesa avversaria
287.    E berla d’un fiato come il ciclista
288.    Corridore, assetato, tracanna acqua
289.    Sorella, tagliato il traguardo, o, dopo
290.    La gara infinita, il boccale di birra.
291.    Il median d’apertura è atleta
292.    Destinato alle gran decisioni e crea
293.    Scelte di decisive azioni di gioco.
294.    Quando il fratello gemello di mischia
295.    Gli passa il pallone, sente nelle sue
296.    Mani e nell’anima, come sia racchiuso
297.    L’intelligente e nobile sudore
298.    Dei primi nove compagni, ma non può,
299.    Mai, in piena partita, nel vivo del gioco,
300.    Fermarsi a riflettere e a pensare
301.    A quel capitale immenso di lavoro,
302.    A lui sempre affidato e che si può
303.    O sciupare, o dare immenso profitto.
304.    È come se fosse un banchiere, ma ha,
305.    Per tesori, non gli chèque e monete
306.    Preziose, ma l’impegno della squadra
307.    Che, spesso, magari, al suo drop preciso
308.    S’affida, nella giocata, ormai classica,
309.    Con mischia ottenuta a favore, vicina
310.    Ai ventidue metri avversari e vinta.
311.    Ma l’apertura di classe ama, anche,
312.    Sfidare i pali lontani, in altre più
313.    Laterali e spinose occasioni e,
314.    Spesso, violare la porta, con un drop
315.    Sicuro, è come l’incedere elegante
316.    Per strada della giovanetta graziosa
317.    Che, con passo veloce, non si distrae
318.    Al complimento del primo arrivato,
319.    Incontrato per caso e va incontro,
320.    Decisa all’ignoto futuro d’amor.
321.    Il drop preciso, del median d’apertura,
322.    Rialza e rianima il morale abbattuto
323.    D’un quindici stanco o troppo aggredito
324.    Da un ben più esperto e scaltro avversario.
325.    Il numero dieci, l’apertura di
326.    Rugby, è come un fiore di serra, lo
327.    Devi con dolce premura curare,
328.    Perché sia sempre più bello, splendente.
329.    Dietro al suo passo felpato di nera
330.    Pantera, c’è sempre un duro lavoro,
331.    Nell’allenamento vissuto e perfin
332.    Nella vita di ogni semplice giorno,
333.    Perchè drop precisi e bei riflessi
334.    Veloci sono figli non solo del
335.    Naturale talento, ma di mille
336.    Sacrifici minuti e quotidiani.
337.    Insomma, ricordalo atleta, si segna
338.    Una meta anche col “no” ripetuto
339.    Alla pigrizia sottile e all’evasione
340.    Piacevole che si ripete troppe
341.    Volte a danno delle partite future.
342.    E che giochi tu, numero dieci,  tra i
343.    Maori o nei Britannici leoni o nel
344.    Torneo delle Sei Nazioni, generato
345.    Dai mitici scontri del Cinque Nazioni,
346.    Ma pure in una piccola squadra di
347.    Un liceo di studenti, l’apertura
348.    È sempre osservata, in ogni momento
349.    Del gioco, da tutti e, spesso, gli sono
350.    Date colpe rugbistiche non sue e troppi
351.    Dimenticano la bellezza del rugby
352.    Che sempre è e resta un gioco e anche
353.    L’errore, come altrove dicemmo, deve
354.    Meritare rispetto, ancora di più
355.    Se è commesso dall’atleta che sempre
356.    Giocò con onore e mai espresse lamento
357.    Per il passaggio ricevuto sbagliato,
358.    O con parabola alta, o a seguito
359.    Di una finta effettuata sullo stesso
360.    Lato su cui si porge la palla, per cui
361.    L’apertura riceve, insieme, ovale
362.    E avversario. Ugualmente non protestò
363.    Perchè non vedeva al lato il sostegno
364.    Della linea di terza spesso attardata.
365.    Il median d’apertura è un grande
366.    Giocatore anche se ama il silenzio e
367.    Preferisce indicare, ai due centri ed
368.    Alle ali, di lato chiuso ed aperto,
369.    Con gesti di mano veloci, se stare
370.    In piatta linea in difesa, o di poco
371.    Schierati più indietro, per impostare
372.    Un novello attacco incisivo. Soltanto
373.    Con gli occhi fa capire, alla linea
374.    Arretrata, che andrà con corsa più
375.    Controllata e traversa, per calciare
376.    A scavalco della diretta linea
377.    Avversaria. È pure lui il giocatore
378.    A cui tocca, sovente, trascinare,
379.    Nell’attacco impetuoso, due centri tre
380.    Quarti un poco inesperti che, spesso,
381.    Vedono in lui, il saggio, la saggia che
382.    Opera e fa cose concrete, ma giammai
383.    Fa pesare, neppure in rari, fugaci
384.    Rimproveri, quello che meglio sa fare
385.    In confronto alla condotta leggera
386.    Di chi gli gioca vicino. È lui, il
387.    Median d’apertura, il vero secondo
388.    Demiurgo della filosofia del grande
389.    Platone e, come il gemello alla mischia,
390.    Partecipa, in mezzo al guado del campo,
391.    Alla vita di due ontologiche
392.    Sponde di reparti diversi. Inoltre
393.    Il median d’apertura è sempre esposto
394.    All’inganno ed all’attacco diretto
395.    Delle terze linee avversarie, i flanker
396.    In agguato perenne al numero dieci.
397.    Spesso è lui come Tarzan nella giungla
398.    Che sappia capire se il buco in cui
399.    Passa è dalle sue finte creato, oppure
400.    È l’amaro tunnel, nel fondo del quale
401.    L’aspetta in agguato il centro di terza,
402.    Il numero otto avversario, col compagno
403.    Appostato, ma, a queste diaboliche
404.    Astuzie continue, la grande apertura
405.    Risponde con classe e col gioco sempre
406.    Variato e, se è imprevedibile
407.    Il numero dieci, annaspa davvero il
408.    Suo diretto avversario. Allora egli può
409.    Tentare, da mischia ordinata, e poi
410.    Vinta, di andare a sinistra, ma a vuoto,
411.    Senza ricevere palla, per mettere
412.    Un centro aggiunto al compagno dal lato
413.    Di destra, per avere così un attacco
414.    Bellissimo, con un uomo di più: la
415.    Culisse! Oppure può impostare e
416.    Tentare la stessa giocata sul lato
417.    D’opposto e vedere ingannata la linea
418.    Tre quarti avversaria che, invano, difende
419.    Il sacro terreno, perduto il tempo
420.    Del tutto per un’accorta difesa.
421.    E, spesso, noi tutti riconosciamo il
422.    Grande median d’apertura, nei primi
423.    Minuti di un’accesa partita da
424.    Una strategica coreografia del
425.    Numero dieci che prova, in un musicale
426.    Crescendo rossiniano, vari assalti e
427.    Tentativi tattici di battere
428.    Le tre linee di difesa avversarie.
429.    Vediamo il tentativo di superare
430.    Diritto il diretto, opposto avversario.
431.    E poi lo vediamo calciare in modi
432.    Diversi per intendere come difendano
433.    Le ali tre quarti, l’estremo, le torri
434.    Dei centri, i flanker in ripiego e gli
435.    Stessi mediani. Lo vediamo, anche, in
436.    Raddoppio giocare, in perenne sostegno,
437.    All’attacco avanzante, con triadica
438.    Scansione temporale e spaziale, allo
439.    Interno, sull’asse e all’esterno per
440.    Completare la regia del raddoppio
441.    Vincente che produce quell’uno di
442.    Più, soprannumero magico di ogni
443.    Alata vittoria. Lo vediamo, poi,
444.    Giocare verso la fonte del gioco
445.    E, anche, lontano da essa, studiando
446.    Tutti i punti più deboli della squadra
447.    Avversaria e, poi, riesce a scrivere
448.    Le sue pagine di gioco originali,
449.    Autonome, ma mai separate dal
450.    Concreto operare di ogni avversario,
451.    Perché può essere un errore fatale
452.    Scordare quanto sia utile insistere
453.    Sulle debolezze contrapposte, alle
454.    Quali andrebbero opposti i punti più
455.    Forti della tua squadra, in attacco e in
456.    Difesa. Ma per finire soltanto
457.    La pagina sul grande numero dieci,
458.    Allenatore sensibile e sempre
459.    Premurosa allenatrice, dovreste
460.    Far giocare, durante i dinamici
461.    E intensi allenamenti, partite veloci
462.    E condotte in piccoli spazi, però,
463.    Talvolta provate ad affidare il
464.    Ruolo di median d’apertura a più
465.    Giocatori di ruolo diverso e ognuno
466.    Capirà quanto sia duro e che cosa
467.    Significhi fare il regista in quel
468.    Cerchio di fuoco, insieme col numero
469.    Nove, ed occupare l’estremo di quel
470.    Decisivo e infuocato diametro.
 

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