Consiglio Direttivo

Franco Cenobi Franco Cenobi
Presidente CIAR
Carlo A. Bruzzone Carlo A. Bruzzone
Vice Presidente CIAR
Vincenzo Betti Vincenzo Betti
Vice Presidente CIAR
Salvatore Bonetti Salvatore Bonetti
Consigliere
Gian Piero Ventura Mazzuca Gian Piero Ventura Mazzuca
Consigliere
Giampaolo Celon Giampaolo Celon
Consigliere
CANTO DODICESIMO PDF Stampa E-mail
CANTO XII
(I CENTRI TRE QUARTI)


1.    Ed ora continua la favola, una
2.    Volta che esce dalle mani del dieci
3.    Il sempre sudato e sofferto pallone,
4.    Ci sono due attori del magico gioco
5.    Che vanno in avanti, in possesso tenace
6.    Del protagonista reale, l’ovale
7.    Che vuole la meta con desiderio
8.    Costante, travolgente e avanzante.
9.    E i due centri, avanzano con corsa
10.    Diritta, in linea precisa tra loro,
11.    A velocità uguale, soprattutto
12.    In difesa, per bloccare l’onda e
13.    L’urto avversario dei loro diretti
14.    Centri tre quarti e di questi gli occhi
15.    Saettano e i loro epici scontri dal
16.    Campo di gioco sconfinano in quello
17.    Tanto più vasto, esteso e profondo
18.    Dello psicologico scontro. E sei tu,
19.    Numero dodici, appena ottenuto
20.    Il pallone, o ricevuto dal tuo
21.    Numero dieci, il median d’apertura,
22.    O dal primo gemello, numero nove
23.    Che salta il fratello per annullare
24.    O ridimensionare l’asfissiante
25.    e montante difesa avversaria,
26.    Oppure raccolto l’attrezzo divino
27.    Da terra, o regalato l’ovale a te
28.    Da un lievitante raggruppamento,
29.    Sei tu, primo centro, grande scommessa
30.    D’attacco e granitica certezza in
31.    Difesa, se il tuo diretto avversario
32.    Avanza a valanga, al galoppo per
33.    Superarti diritto o fissarti da
34.    Un lato per passare un razionale
35.    Pallone al suo compagno all’esterno
36.    O agli accorrenti fratelli del pack
37.    Addensati all’interno e vicini alla
38.    Fonte del gioco, nemico per gioco.
39.    Quando tu avanzi, stringendo il pallone
40.    A due mani distese, per poterlo
41.    Preciso passare, ricorda che è
42.    Bello donarlo, passarlo, ma in tempo,
43.    E sempre al compagno al quale tu avrai
44.    Evitato l’impatto con il tuo avversario,
45.    Solo se riesci a fissar la tua ombra
46.    Di gioco con un elegante e preciso
47.    Movimento di classe per cui deve,
48.    Sempre, sembrare che tu stia per volare
49.    Davvero dal lato su cui non passerai
50.    L’ovale al centro secondo. Attenzione,
51.    Rifletti, non è una semplice finta
52.    Di corpo sull’uomo in difesa avanzante,
53.    Ma è l’assalto perenne, il tentativo
54.    Costante a superare d’interno il tuo
55.    Diretto avversario. Fissare è un’arte
56.    Sublime che, forse, potrebbe morire
57.    Soppiantata da dogmatiche mode
58.    Ispirate al principio di abbattere
59.    I muri, schiantare i corpi a difesa
60.    E non aggirarli o ingannarli con
61.    Poetici gesti da Ulisse vincente
62.    Su Troia, in contrasto con il ciclone
63.    Achille, perito, però, nella guerra.
64.    Fissare è come costringere il tuo
65.    Diretto avversario ad andare dove
66.    Vuoi che vada per cancellargli la
67.    Sua capacità difensiva, come,
68.    Sul foglio immenso dell’erboso campo,
69.    Tu fossi una gomma esistenziale che
70.    Annulli la scrittura dell’altro e della
71.    Tua cancelli anche il minimo errore.
72.    Comunque, primo centro tre quarti, il tuo
73.    Numero forte, quando sei in attacco,
74.    È il tuo saperti mutare in Mercurio,
75.    Dio dell’inganno, per evitare che
76.    Diventi palese quello che stai per
77.    Fare e tutto il tuo gioco deve fluire e
78.    Scorrere con articolata e precisa
79.    Velocità di gambe e di cervello.
80.    E, se il tuo fisico è forte, è bello
81.    Vederti piombare sul dodici tuo
82.    Avversario e illuderlo che stia per
83.    Placcarti e, invece, lo leghi a quel
84.    Punto e lo ipnotizzi e, poi, dai un pallone
85.    Pulito al tuo secondo centro vicino
86.    Che può sia scattare, magari aprendo
87.    E allargando sull’ala, o fare la stessa
88.    Giocata fissante e ipnotizzante
89.    Sul suo speculare secondo, per, poi
90.    Aprire di cavallo o invitare
91.    L’estremo che, astuto, seppe veloce
92.    Seguire l’azione e tutti travolse,
93.    Una volta inseritosi in fase
94.    D’attacco e allora è lui, proprio lui,
95.    Quel sedicesimo in più, il preciso
96.    Obiettivo creativo e vincente di
97.    Quelli che intesero il rugby come
98.    Intellettivo esercizio, vissuto
99.    E realizzato con il corpo, per sempre
100.    Battere d’astuzia e leale l’avversario
101.    Che gioca con te. E sei ancora tu,
102.    Torre di rugby, artista sublime
103.    Che tenti l’arrocco di corto e di lungo,
104.    Saltando un punto, un giocatore della
105.    Linea diretta, con lievi virate
106.    Di bordo, gli eleganti passaggi,
107.    Tattici, tesi a disorganizzare
108.    le difese compatte, soltanto se
109.    Mai meccanicamente realizzati
110.    O predeterminati, ignorando il gioco
111.    Reale. Sempre, comunque, premurosa
112.    Educatrice e allenatore paziente
113.    Imparate con pazienza a sapere
114.    Come insegnare che è primo dovere,
115.    Del primo e del secondo centro tre
116.    Quarti, scendere in linea ogni qual volta
117.    Essi stanno in difesa e conducono
118.    Il pressante attacco vincente al possesso
119.    Avversario. Se, altrimenti, pressano,
120.    Correndo a velocità diverse, si
121.    Aprono varchi devastanti e buchi
122.    Nella rete a difesa e aumenta lo
123.    Spazio tra loro e può l’avversario, con
124.    Maggiore fortuna, tentare l’entrata,
125.    Con passo di scarto di lato, in senso diritto,
126.    Oppure, col bello a vedersi, passo
127.    Incrociato a compasso che può sempre,
128.    Se l’azione di gioco lo chiedesse,
129.    Mutarsi in una finta sublime, per
130.    Poi partorire il forte passaggio al
131.    Compagno, con l’avversario, per forza,
132.    Inchiodato sul posto, perché è fatto
133.    Obbligo, al centro tre quarti, placcare
134.    Per primo, come prima difesa, il suo
135.    Uomo controllato diretto. Ma voi,
136.    Centri tre quarti, dovete comunque
137.    Sapere che, senza il vostro preciso
138.    Placcaggio, preceduto da assillante
139.    Pressione, è vana qualunque difesa.
140.    Se, poi, la pressione è asfissiante,
141.    Con gesto acrobatico e in tuffo al
142.    Corpo, nemico per gioco, è bello
143.    Trascurare l’abbattere quel centro avanzante
144.    E catturare direttamente l’ovale, il
145.    Lasciapassare per segnare una meta,
146.    Insieme con la mano e quello spazio
147.    Magico posto dietro ai pali ad acca.
148.    Il vostro placcaggio è frontale, se
149.    In tempo arrivate e spezzate quella
150.    Corsa veloce, ma l’abbraccio è di
151.    Lato, se va a debordare, d’aperto
152.    O di chiuso il centro avversario, oppure,
153.    Da dietro e in gran tuffo, quando subiste
154.    L’affronto di essere voi superati e
155.    Aggirati, magari con finta di
156.    Corpo, o con passo di lato, con tiro
157.    Incrociato, oppure nell’estetico
158.    Crochet. E talvolta, poi, è il cambio
159.    Veloce dell’andatura avversaria
160.    A battere un centro in difesa, come
161.    In Formula 1, il bolide d’acciaio
162.    Supera tutti con un tempestivo
163.    E bruciante cambio di marcia veloce.
164.    Nel rugby, poi, esiste la stessa legge
165.    Ancestrale del fluire del tempo e della
166.    Storia, in cui ogni essere umano, ogni
167.    Individuo è come un compendio, riassunto
168.    Vivente di tutte le epoche antiche e
169.    Trascorse e, nella nostra esistenza, tu
170.    Puoi sempre trovare la traccia dell’agire
171.    Passato e ti spieghi e comprendi il presente,
172.    Condensato di chi ti precede nel
173.    Tempo e in ogni spazio ontologico.
174.    Nel rugby giocare in penetrazione o
175.    A largo sono le ciclopiche epoche
176.    Che tu trovi, però, riassunte in singoli
177.    Gesti di tecnica. Il crochet, il passo
178.    Incrociato a compasso e quello con lo
179.    Scarto laterale, sono giocare
180.    Da solo, ma a largo. Ma un calcio di drop
181.    È come un attacco in penetrazione,
182.    Però condotto e realizzato da un sol
183.    Giocatore. Quando un centro tre quarti
184.    È superato di slancio dal diretto
185.    Avversario, è tragico il ritardo
186.    Della linea di terza o il mancato
187.    Raddoppio difensivo, in catenaccio
188.    Preciso, dei due gemelli mediani
189.    E dei fratelli del pack, attesi come
190.    I rinforzi ad un fortino assediato,
191.    In un film d’avventura, del magico
192.    West della lontana America, di quando
193.    Eravamo ragazzi e aspettavamo
194.    La supplenza in difesa agli eroi, come
195.    Fossimo noi i soldati travolti dal
196.    Soverchiante numero di nemici,
197.    Ignari che arrivavano i nostri in
198.    Difesa. C’è pure l’allenatore,
199.    il tecnico che preferiscono non
200.    Di prima e seconda torre parlare,
201.    Ma del centro di destra e del centro
202.    Posto a sinistra. E allora, su mischia,
203.    Su touche, su maul e su ruck, nati e
204.    Germogliati a sinistra, il centro tre quarti
205.    Destro diventa secondo, e, invece,
206.    Su medesime azioni, nate sul lato
207.    Di dritta, è il centro sinistro a
208.    Diventare secondo. Ma questa bella
209.    Organizzazione di gioco, madre
210.    Di intelligenti e creative giocate
211.    Dinamiche, è resa possibile
212.    Soltanto quando voi, educatori
213.    Precisi, avrete la ventura d’avere
214.    Atleti ed atlete impostate in modo
215.    Tanto uguale in ogni lato, da sfruttare
216.    Questa grandiosa mimesi, per dare
217.    Confusione al nemico e, a loro due,
218.    Donare l’inconfondibile emozione
219.    Dello scambio di ruolo e del doppio
220.    Teatrale e vitale, vissuto sull’erba.
221.    Ma, in altri casi, è meglio porre sicuro,
222.    Sul lato della demiurgica apertura,
223.    A prima torre-trequarti, quello di
224.    Più veloce e che sa meglio calciare,
225.    Perché, da tempo, il gioco moderno è
226.    Come se tentasse di farne un’altra
227.    Seconda apertura che batta il progetto
228.    Delle ali di terza di andare veloci
229.    A schiantare la cerniera vitale
230.    Di ogni squadra, la coppia del nove
231.    E del dieci, i due gemelli mediani.
232.    È bello, efficace, vincente che un
233.    Centro turrito tre quarti effettui il
234.    Calcio preciso a se stesso, ma vicino
235.    Alla linea di meta avversaria, e,
236.    Perfino, ma è raro, purtroppo, il
237.    Preciso calcetto sull’ala tre quarti.
238.    Ma il semplice gioco è quello che
239.    Sempre di più ti dona la meta che
240.    Sogni, atleta che leggi, perciò impara,
241.    Innanzitutto a passare preciso
242.    E agguanta la palla sicuro, se piove
243.    E c’è fango, come un bravo portiere
244.    Di calcio, lo sport fratello del rugby,
245.    Che esce dai pali di porta, per prendere
246.    Un pallone che spiove a parabola,
247.    E stringilo forte sul petto come
248.    Fosse tuo figlio bambino, e aspettalo
249.    Con le mani già tese verso la fonte
250.    Di gioco come se avessi una culla
251.    Al posto delle tue braccia allenate.
252.    Se il tempo è asciutto e solare, la
253.    Palla va catturata nell’aria con
254.    La tensione distesa degli arti
255.    Che rapidi impostano il passaggio
256.    Senza mai flettere e avvicinare
257.    Le braccia e la palla al petto per non
258.    Indebolire la forza del lancio.
259.    Comunque, quale che sia il tuo numero
260.    Di maglia, dodici o tredici, o centro
261.    tre quarti, impara ad andare diritto,
262.    Impara a vedere e a capire che
263.    Avviene o che cosa possa avvenire.
264.    Ma soprattutto ricorda tutti gli
265.    Accordi di musica vera che devi
266.    Tu rispettare con quella divina
267.    Apertura e, talvolta, perfino col
268.    Magico pack potente che dietro ti
269.    Difende, ogni qualvolta tu sfondi sul
270.    Lato più stretto e convergi su loro
271.    E tutti te li ritrovi in sostegno,
272.    Dietro al tuo splendido entrare che ha
273.    Certamente bisogno di un appoggio
274.    Possente che schianti, la linea superstite
275.    Della difesa avversaria e ogni forza
276.    Residua. Impara, una volta maturo,
277.    Una volta ragazza precisa, a
278.    Giocare di Culisse, impara che è
279.    Fantasia questo cimento divino,
280.    Ma sappi, però, con modestia, che un
281.    Piano secondo si basa sul primo
282.    Ed un terzo su lui, ed il quarto sul
283.    Terzo. Perciò è bello vedere, ad
284.    Ogni nuova partita, che si eleva
285.    Il livello di gioco e, col passaggio
286.    In linea, divenuto preciso, si
287.    Intreccia il bello e tattico calcio che
288.    È tale solo se ti riconsegna
289.    Il pallone, impegnato come un aereo
290.    Che arriva puntuale all’arrivo e il
291.    Passeggero che aspetti ti abbraccia
292.    E ti bacia felice per la tua attesa
293.    Cortese. Così si alterna la saggia
294.    Giocata corale ed il complesso del
295.    Quindici diventa affiatato, non somma
296.    Di un insieme di atleti, ma sintesi
297.    E, ora, il grande filosofo Arnold, padre,
298.    Insieme con Webb, del rugby dell’era
299.    Moderna, potrebbe ridirci che uno
300.    per quindici è quindici, e quindici
301.    Per uno è sempre lo stesso, ma quando,
302.    Dalla casa dei numeri, entri nel mondo
303.    Delle donne e degli uomini, nel pianeta
304.    Del rugby, non hai mai più l’addizione
305.    Meccanica, ma ti ritrovi il sapere
306.    Come giocare con ritmi nuovi e di
307.    Intesa elevata e, allora, uno più
308.    Uno diventa infinito e scatta la
309.    Sintesi: la dolce meta magica,
310.    Fatale di questo gioco affatato.
311.    Ricordati sempre, o allenatore
312.    Continuo, o allenatrice pensante,
313.    Anche per le torri tre quarti, di sapere
314.    Sempre utilizzare, nel misurato
315.    Allenamento, da condursi sempre
316.    Dinamico, il piccolo spazio, per dare,
317.    Di gran continuo, occasioni di forti
318.    Placcaggi e di mete veloci, scandite,
319.    Da belle e variate giocate. Lo spazio
320.    Ridotto riduce anche il tempo e rende
321.    Doppia l’abilità di giocare e creare
322.    Imprevedibili azioni d’attacco
323.    E di difesa d’acciaio. Comunque,
324.    Le due torri di centro sono sempre
325.    I saggi ed i forti della verde e
326.    Erbosa scacchiera, se allo scontro di
327.    Avanti apportano un impegno in aggiunta
328.    e maggiore e sanno che sciupare una
329.    Palla sia offesa al gran sogno di sempre,
330.    All’obiettivo sublime di andarla
331.    A deporre sul bianco incantesimo
332.     Di quella linea vergine che attende
333.    L’amplesso d’amore con ansia e speranza.
 

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